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lunedì 8 agosto 2011

La miniera si allarga. E la città trasloca - Corriere della Sera

MILANO - Kiruna, Svezia, 150 chilometri a nord del circolo polare artico, sede di una delle più grandi miniere di ferro del mondo, il cui sfruttamento intensivo cominciò già nell’Ottocento. Le 22 mila persone che vivono a Kiruna ora si trovano di fronte a un dilemma: spostare la città verso la collina oppure trasferirsi tutti nella vallata? E le renne? E già le renne dei lapponi, che da quelle parti preferiscono essere chiamati con il nome di Sami, che ne sarà delle renne e dei loro tradizionali percorsi migratori?

SPOSTAMENTO - Il problema di Kiruna – se così si può chiamarlo, per altri invece è una benedizione – si chiama Cina. Con l’esplosione industriale del gigante asiatico, in perenne ricerca di materie prime per alimentare i suoi altoforni, Kiruna al debutto del nuovo millennio ha conosciuto una nuova rinascita dopo decenni di lento ma inesorabile declino, seguendo le sorti di molte città minerarie che, con la fine delle attività estrattive, sono a poco a poco diventate città fantasma divorate dalla ruggine e dall’oblio. A Kiruna questo destino è stato risparmiato: la Luossavaara-Kiirunavaara (Lkab), la società statale proprietaria della miniera, nel 2004 iniziò a sondare le autorità cittadine in merito a un progetto di spostamento della città. Passi per la demolizione di alcune abitazioni per questioni di sicurezza per promuovere lo scavo di nuove gallerie della miniera, come già avvenuto in passato, ma spostare l’intera città… Le commesse che vengono dall’altra parte del mondo ci sono, risposero i dirigenti della Lkab, se la miniera, e con lei Kiruna, vuole sopravvivere si deve allargare. E il giacimento passa proprio sotto la città. Non preoccupatevi: paghiamo tutto noi, come chiede la legge svedese