lunedì 30 settembre 2013

Sopravvivere in Grecia, cronaca di una crisi: Oggi è una bella giornata!

Oggi è una bella giornata !...Troppe volte mi sono svegliato e l'incubo non era finito, era ancora lì. Non era un incubo legato al sonno, un sogno brutto da cui ci si risveglia un po' sudati. No, questo incubo proseguiva per tutto il giorno e poi la notte e il giorno dopo e così via...
Per anni abbiamo assistito al crescere incontrastato del fenomeno di Chrisi Avghi. Ogni giorno c'era qualcosa che ce lo ricordava. Ogni telegiornale, ogni radiogiornale, ogni giornale aveva da anni la "rubrichetta dell'odio" ovvero un servizio, una notizia, una pagina dedicata ad un omicidio, ad una violenza ad un sopruso.
Poi, indecente, senza pudore alcuno, la sequela di dichiarazioni di coloro che simpatizzavano il fare violento del fascismo, lo "tsabukas" come viene chiamato in Grecia. Tutti i giorni, come una moda, un modo di fare condiviso e accettato. Un fattore presente da tempo nel quotidiano e pienamente digerito, di cui non ci si deve più vergognare. Come se improvvisamente tutti ci mettessimo a cacare insieme, nei salotti, nelle sale d'aspetto, sui pullman, nelle piazze. Sarebbe tutto pieno di merda puzzolente, ma nessuno ci farebbe più caso. A nessuno darebbe più noia il puzzo dell'altro.
Cantanti, politici, opinionisti, gente dello spettacolo, giornalisti, preti, senza il minimo pudore si dichiaravano "simpatizzanti" di questo modo di fare, e quindi simpatizzanti della violenza del più forte contro il più debole. Simpatizzanti del nazismo di Chrisi Avghi. Un mantra che veniva ripetuto ogni giorno e che stava pericolosamente entrando nella testa della gente, dei ragazzi. Nelle scuole i giovani stavano in molti credendo a questo eroismo marcio, della bandiera, della nazione, dell'identità cristiano ortodossa e quindi la caccia allo straniero, al diverso da cui ci si deve difendere. 
Il nazional-nazismo di Chrisi Avghi ha dato alla parte peggiore della società l'occasione di sentirsi "i migliori", le persone elette. Tutti coloro che per una vita sono stati mediocri, frustrati, sfigati, ottusi e limitati nei ragionamenti, con Chrisi Avghi si sentivano importanti, intelligenti, accettati. Potevano esprimersi con ragionamenti che non necessitavano di grande sforzo intellettivo. Bastava liberare la parte peggiore di se stessi, l'istinto più meschino. 
Chrisi Avghi non è un partito di soli picchiatori, di gente ritardata che si veste come dei soldati e che in gruppo va ad uccidere gli stranieri. La maggioranza dei votanti di questo partito sono gente "normale", vestita normale, gente che incontri tutti i giorni e che fa un lavoro normale, un maestro, un impiegato del comune, un netturbino, un avvocato, una casalinga, un commerciante ecc.. Si nascondano dietro questa normalità per votare un partito nazista. Se hai perso ogni vergogna, ogni rispetto per la dignità umana, essere di Chrisi Avghi è facile e soprattutto non costa niente. Dicono che lo fanno per la Grecia, per salvarla dai politici corrotti, disonesti che hanno permesso che il paese finisse così in basso economicamente e moralmente. Perché al contrario di questi traditori della patria, loro, solo loro sono i puri. I giusti.
Chi fa parte dell'organico di Chrisi Avghi, fino ad oggi, sapeva che poteva contare sull'intoccabilità. Poteva fare tutto ciò che voleva senza rischiare niente. Per anni sono andati indisturbati a picchiare, ad uccidere. Mai un arresto. Era ovvio, era evidente che la polizia stava con questa gente. Ne condivideva le finalità e le modalità. 
In questo incubo durato anni le cose funzionavano alla rovescia. Se un cittadino si rivolgeva alla polizia per denunciare una violenza da parte dei nazisti di Chrisi Avghi veniva insultato, in alcuni casi malmenato e arrestato. Perché secondo questa logica perversa, la violenza dei militanti di questo partito era come un'etichetta. Se su di te era stata apposta questa etichetta vuol dire che fai parte del nemico da combattere, che sei dall'altra fazione, che sei anarchico, comunista, antifascista, straniero, omosessuale, solidale con il più debole o sognatore di un mondo diverso da questo, dove c'è spazio per tutti e per tutte le culture diverse dalla tua. E questo bastava per essere puniti, per farti rimpiangere di avere un cervello. Sono centinaia i casi in cui la polizia si è comportata tale e quale ai fascisti. Ma questo non veniva visto, non veniva creduto.
Pensare ed esprimersi non era vietato, siamo ed eravamo in democrazia, ma stava diventando diciamo fortemente sconsigliato.
Si poteva ovviamente dire la propria opinione, ma a bassa voce, stando un po' attenti. Come nell'epoca della dittatura, c'era il rischio di essere sentiti dalla persona sbagliata, dalla classica persona "normale" che avrebbe potuto anche segnalarti ai picchiatori nazisti.
Fare arte e cultura era diventato un po' pericoloso, era pericoloso alimentare un immaginario diverso da quello dominante. Insegnare aprendo ad altre interpretazioni, proporre qualcosa diverso dal pensiero dominante era un po' pericoloso. Molti sono stati i casi di insegnati minacciati e spettacoli teatrali interrotti dal fanatismo fascista.
Sembrava di vivere in un romanzo di Kafka dove la realtà è allucinazione e l'incubo non finisce con il risveglio. Loro, i fascisti "normali" non erano tanti. Meno di noi. Ma sembravano fortissimi fino a quando sono rimasti intoccabili. Avevano dalla loro parte la polizia, i tribunali, i giudici. Si sentivano la parte giusta della società.
Purtroppo c'è voluta la perdita di un'altra vita e un arresto quasi casuale,  e tutto improvvisamente è cambiato. Queste due cose hanno obbligato il governo a cambiare volontà politica. Coloro che sembravano agli occhi delle persone "normali" e naziste i salvatori del paese si sono tutto ad un tratto rivelati la cosa più putrida. Sono bastati due giorni di indagini per "scoprire" che il partito nazista Chrisi Avghi è un associazione a delinquere, che sfruttava i commercianti estorcendoli il "pizzo", che lavava i soldi sporchi, che commerciava in armi, che guadagnava sulle raccolte di vestiario destinate "solo ai poveri greci" organizzando un commercio con gli immigrati, che percepivano uno stipendio per uccidere, torturare, provocare dolore a persone indifese. La loro ideologia malata e meschina non era che un piccolo paravento.
In questo paese dove il ridicolo va a braccetto con il tragico è tutto e il contrario di tutto possono succedere da un momento all'altro, è bastato un soffio, una scurreggetta per distruggere il partito Chrisi Avghi. Decine di arresti hanno colto i vertici del partito nell'incredulità, non se lo aspettavano. E' stato facile trovare le armi nelle sedi di Chrisi Avghi, è bastato volerle trovare. Anche lo stesso Michaloliakos presidente di questa associazione a delinquere si è fatto trovare con due pistole ed un fucile in casa e con 43.000 euro in contanti probabilmente frutto dei loro loschi affari. Adesso verranno aperti i conti correnti, vogliono sapere da dove arrivavano i soldi nelle casse di quel partito che adesso fa schifo a tutti. Sono stati arrestati dei poliziotti che fino al giorno prima erano apertamente e spudoratamente dei banditi amici dei nazisti. E mentre i vertici del partito, umiliati dalle manette, venivano portati in tribunale, a sostenerli solo un gruppo minuscolo e frastornato di militanti del partito. Senza quell'arroganza e quello "tsabukas" che tanto piaceva alla gente "normale".
Oggi sto bene, è stata una bella giornata. L'incubo c'è ancora, non si è dissolto. Ma non lo vivo più io, lo vivono loro.



Sopravvivere in Grecia, cronaca di una crisi


sabato 28 settembre 2013

Terza guerra mondiale: siamo all'atto finale e nessuno ne parla

Di Alessandro De Angelis. Silente ed occultata da tutti i mass media, la terza guerra mondiale è entrata nella fase conclusiva. Un tempo, le guerre si combattevano tra stati con armi sovvenzionate dai banchieri, che prestavano il denaro a tutti gli stati in guerra affinché si indebitassero con loro. Oggi, hanno affilato le loro armi prendendo il controllo di tutti gli stati – e quindi dei popoli – grazie al tradimento dei politici a loro asserviti. Vediamo se è vero e, in tal caso, come ci sono riusciti.


Prima degli accordi di Bretton Woods, le banche degli stati dovevano avere una quantità di oro nei loro forzieri pari al denaro che stampavano. Succedeva, però, che esse stampavano più denaro rispetto al controvalore in oro che possedevano. Perciò nel 1944 si decise che solamente il dollaro dovesse avere la controvertibilità in oro e le altre monete potessero essere scambiate con il dollaro che faceva da garante. Gli USA invece stamparono quasi 90 miliardi di dollari, creando un'inflazione globale, senza avere il controvalore in oro. Così, quando l'URSS e la Cina restituirono i dollari agli Usa chiedendo in cambio l'oro, costrinsero il presidente Nixon, il 15 agosto 1971, a far cadere la convertibilità del dollaro con l'oro, facendo sì che la moneta perdesse il suo effettivo valore ed il suo reale valore diventò indotto dalla sottomissione degli stati – e quindi delle persone – ad accettarlo come moneta di scambio per i beni e i servizi che le persone producevano. Nel 1971, il nostro debito pubblico era di 16 miliardi e 145 milioni milioni di euro, ma quel debito, nella realtà, non esisteva, in quanto la Banca d'Italia era, come previsto dall'articolo 3 del suo statuto, un ente di diritto pubblico a maggioranza pubblica, cioè dello stato, che poteva stampare così la moneta a suo piacimento, ripagando in questo modo i debiti che contraeva. A questo punto avviene il tradimento e, in barba alla costituzione italiana, inizia la cessione ad enti privati delle quote di Banca d'Italia, che verrà forzatamente legalizzata grazie al tradimento dei politici, verificatosi nel 1992 con la legge 35/1992 dal Ministro del Tesoro Guido Carli, ex governatore della banca in questione (quando si dice il caso!).
Ma procediamo con ordine. Dieci anni prima di questo tradimento, il Ministro del Tesoro Andreatta ed il governatore della Banca d'Italia Ciampi tolsero l'OBBLIGO alla banca di acquistare tutti i titoli di stato che venivano emessi e quindi di finanziare il debito pubblico, che passò così in soli dieci anni da 142 miliardi (dai 16 miliardi del 1971, perché lo stato finanziava la crescita attraverso l'emissione dei titoli) a ben 850 miliardi di debito – questa volta reale, in quanto contratto verso altri istituti bancari privati.
Nel 1992, solo il 5% delle quote di Banca d'Italia era rimasto di proprietà dello stato, mentre il restante 95% era andato in mano a banche private quali Comit, Credito Italiano e Banco di Roma. Gli acquirenti autorizzati a comprare i titoli di stato erano banche commerciali primarie ed istituzioni finanziarie private quali IMI, Monte dei Paschi, Unicredit, Goldman Sachs, Merryl Linch. Il gioco era fatto: in pochi anni il debito – ad oggi – ha superato i 2040 miliardi di euro, grazie al tradimento dei politici che iniziarono in maniera concertata con i banchieri a svendere il patrimonio dello stato e dei cittadini a prezzi da saldo e, non contenti ancora, legalizzarono, con l'ennesimo tradimento verso il popolo, la privatizzazione della Banca d'Italia, grazie al governo Prodi che, il 16.12.2006, modificò lo statuto della banca all'articolo 3, facendo sì che essa non fosse più un ente di diritto pubblico, come dovrebbe essere in uno stato democratico. Ma non è finita qui, in quanto in una guerra ci deve essere un vincitore – cioè le famiglie al comando delle banche centrali – ed uno sconfitto – ovvero i popoli dell'Euro-zona sotto la dittatura dell'oligarchia bancaria della BCE (banca privata) e della Commissione Europea, che ha potere decisionale sulle politiche sociali degli stati, mentre il parlamento europeo ha solo quello consultivo. Caduta la controvertibilità in oro, il denaro doveva essere non più addebitato ai cittadini, ma accreditato, in quanto esso è la misura del valore dei beni e servizi che noi cittadini produciamo e non certo dei parassiti banchieri che ci prestano la moneta a debito e che ora decidono le politiche sociali degli stati grazie al collaborazionismo dei politici loro asserviti. Questa moneta creata dal nulla viene trasferita dalla BCE alle grandi banche commerciali private che poi le prestano agli stati ad altissimi interessi, generando un debito pubblico inesigibile perché frutto di una frode poi legalizzata.
Ora dal 2012 gli stati non potranno più decidere quanto spendere e in cosa grazie ai trattati del Fiscal Compact e del MES, o fondo salva stati, che è in realtà un istituto di speculazione finanziaria pronto a requisire gli ultimi beni patrimoniali del nostro già povero stato – beni demaniali e forestali e servizi locali di pubblico interesse. In Grecia hanno cominciato ad arrestare chi non ha la possibilità di pagare le tasse, portando i cittadini in campi militari in dismissione. Tra non molto la stessa sorte toccherà all'Italia. La terza guerra mondiale sta ormai per finire: la nostra ultima possibilità è che il Movimento5Stelle inizi a mandare alle trasmissioni pubbliche i suoi deputati a parlare della truffa del debito pubblico ed inserisca, come non fatto nel programma delle scorse elezioni, 1) la sovranità monetaria, 2) la nazionalizzazione della Banca d'Italia, 3) l'uscita dall'Euro e 4) l'inesigibilità del debito pubblico frutto di una frode legalizzata, altrimenti vuol dire che anche Grillo è stato messo in campo dai gestori del vero potere delle banche, per far sì che quella parte dell'elettorato che non sarebbe andata a votare portasse gli astensionisti a superare il 50%, di modo che gli italiani non si riconoscessero più nelle deleghe sociali verso i politici che ci hanno tradito. Ma siamo sicuri, o almeno vogliamo sperare, che di certo non sarà così.

N.B. – il popolo italiano ringrazia il governo Letta e il ministro Saccomanno per averci ricordato che non ci sono le risorse – ovvero il denaro – per non alzare l’aliquota dell’IVA, scordandosi furbescamente di dire che anche quest’anno sono stati sottratti al popolo, sottoforma di tassazione forzata, ben 90 miliardi di euro per pagare il debito derivante dal tradimento di averci venduto la sovranità monetaria ed altri 50,6 miliardi di euro con il MES, per un totale di oltre 140 miliardi, a fronte dei miseri 2 miliardi che occorrono per non alzare l’aliquota IVA. La storia ci insegna che, alla fine, ogni dittatura è destinata a cadere. Aiutateci quindi a divulgare questo articolo.

Destituire il governo e il Presidente della Democrazia. Questo il piano di un gruppo di militari.

http://sopravvivereingrecia.blogspot.se/
Questa notte c'è stata una riunione straordinaria del Άρειος Πάγος ovvero  la Corte Suprema Greca, convocata d'urgenza a seguito di un documento apparso sul sito del Gruppo dei Riservisti delle Forze Speciali Κοινότητας Εφέδρων Ειδικών Δυνάμεων (Κ.Ε.Ε.Δ.).
Il documento in questione, suddiviso in vari punti programmatici, ha destato l'allarme e la mobilitazione della Corte Suprema Greca in quanto in uno dei punti principali si inneggia al rovesciamento del governo e alla destituzione del Presidente della Repubblica.
Come si legge nel documento in questione, l'obiettivo primario a cui fa riferimento il gruppo di ufficiali è: La difesa del nostro paese e l'attuazione dell'articolo 120 della costituzione. (Ricordo che già Michaloliakos, presidente del partito Chrisi Avghi, ne aveva fatto riferimento giorni fa) in questo articolo si sancisce che: il rispetto della costituzione, delle leggi e della patria è un dovere di tutti i greci e tutti i greci sono chiamati a difenderla con tutti i mezzi.
Il documento, che è suddiviso in 15 punti, continua motivando la destituzione di governo e della Presidenza della Repubblica con argomenti di carattere economico. La maggior parte di essi sono riferite alle leggi del "memorandum" imposto dalla Troika e applicate dal governo che di fatto privano il paese delle sue strutture fondamentali.




Al primo punto del documento si inneggia al rovesciamento del governo che sta privando il popolo di lavoro, sanità, istruzione, giustizia, sicurezza, andando contro alla Costituzione.
Il secondo indica come e chi deve prendere la guida del paese. Un governo di emergenza nazionale con a capo il presidente della Corte Suprema, composto da personalità di rilievo fuori dalla scena politica e con la partecipazione dell'Accademia di Atene.
Al terzo punto c'è la sospensione immediata dell'applicazione del "memorandum" e l'allontanamento dai posti decisionali di tutti i politici che hanno concorso alla catastrofe del paese.
Quarto punto: La formazione di una commissione di esame composta da alti giudici per individuare i responsabili della rovina economica della Grecia e di un tribunale costituzionale.
Quinto: Immediata sospensione dei licenziamenti statali.
Sesto: Sospensione di ulteriori imposte per le familiare con reddito fino a 25.000 €
Settimo: Sospensione delle aste e dei crediti alle banche fino al completamento della procedura esaminatrice delle responsabilità delle banche.
Otto: Denuncia del "debito odioso"  (ΕΠΑΧΘΕΣ ΧΡΕΟΣ)
Nove: Divieto di vendita dei beni pubblici e in specifico le industrie legate alla difesa.
Dieci: Sequestro diretto di tutte le attività commerciali, industrie, uffici etc..tedesche sul suolo greco fino al completo pagamento dei debiti di guerra da parte della Germania.
Undici: Eliminare la legge sull'Immunità Parlamentare, tutti i greci sono uguali davanti alla legge.
Dodici: Indagare e controllare il patrimonio economico di tutti coloro che ricoprono cariche pubbliche, per scoprire eventuali arricchimenti illeciti.
Tredici: Immediato controllo sulla legalità delle licenze delle emittenti televisive private,  e relativi pagamenti dei compensi dovuti allo stato.
Quattordici: La difesa dei confini nazionali in Egeo, Epiro, Macedonia, Tracia e Cipro dalle minacce degli stati confinanti e la repressione di tutti i gruppi legati a paesi esteri che fanno un azione nell'interno del paese.
Quindici: Espulsione di tutti gli immigrati clandestini e divieto di esportazione di capitali all'estero, oltre il 20% del reddito imponibile.
Il punto quindici si completa con altre tre specifiche dove si chiede che il Presidente della Repubblica si faccia da parte per facilitare l'applicazione di detto programma da parte delle forze armate. Tutto questo sotto la vigilanza e la garanzia di polizia e dell'esercito.



Come potete capire, la situazione in Grecia è piuttosto grave e confusa. Il governo fa talmente schifo che un gruppo di militari inneggia a destituirlo con un programma sovversivo che per molti punti sembra di sinistra. Ironicamente, potrei dire che dimostrano una sensibilità per i problemi sociali del paese maggiore del governo in carica. Ovviamente di sinistra non sono. In molti punti del programma traspare l'odio razziale e la maniacale fobia dell'invasione dei confini di stato da parte dei paesi vicini. Nel proclama c'è un richiamo alla persecuzione delle minoranze religiose come i musulmani della Tracia (accusati dai nazionalisti di essere alleati dei turchi).



Appare ovvio che Chrisi Avghi è stata coltivata per anni, lasciando che si mischiasse alle istituzioni armate dello stato. Probabilmente sarebbe stata usata in caso di una vittoria della sinistra alle elezioni, come la “Gladio”, l'associazione eversiva parastatale italiana creata per entrare in azione in caso di vittoria del P.C.I. alle elezioni. Questo non è successo, al governo c'è andata Nea Dimokratia. Ovviamente, il primo ministro Samaras, non solo non ha fatto niente per fermare la crescita del fenomeno nazista, ma ha lasciato molti esponenti del proprio partito liberi di esprimersi a favore di una possibile collaborazione con Chrisi Avghi. Molte dichiarazioni sentite in questi ultimi mesi miravano infatti a “sdoganare” questo partito di nazisti e a farlo passare per un partito di “gente normale”. Addirittura, guardando i dibattiti televisivi, l’impressione era che ai politici del governo non piacesse il modo con cui venivano dette le cose da Chrisi Avghi, ma che non ci fosse una vera contrarietà sui contenuti.



Dopo l'omicidio di Pavlos Fissas e a seguito di una serie di rivelazioni pubbliche di militanti di Chrisi Avghi uscite sui giornali, questo partito ha iniziato ad assumere le sembianze di ciò che realmente è: una associazione a delinquere foraggiata con soldi pubblici e con soldi privati provenienti in maggioranza dagli armatori greci.
Le indagini stanno pian piano facendo luce sui retroscena dell'omicidio di Pavlos Fissas, l'assassino sarebbe stato convocato ad uccidere da esponenti di Chrisi Avghi collocati in alto nella gerarchia. Sempre secondo attendibili rivelazioni, questo assassinio, che all'inizio sembrava uno dei tanti, era invece stato programmato e pianificato. Perché?
Probabilmente il parastato, la polizia, l'esercito, e il partito Chrisi Avghi si aspettavano un'altra reazione a questo assassinio. Si aspettavano un'insurrezione popolare come quella che ci fu anni fa a seguito dell'assassinio del giovane Alexis Grigoropoulos, con giorni di manifestazione e chaos in tutta Atene. A quel momento sarebbe entrato in azione il parastato di Chrisi Avghi che insieme a polizia ed esercito avrebbe piegato la sinistra e ristabilito l'ordine davanti all'opinione pubblica del "popolino".
Analizzando il comportamento brutale della polizia nelle manifestazioni antifascisce in seguito all'assassinio di Fissas appare chiaro che la tendenza a far esplodere la rivolta era chiara ed organizzata.
L'arresto dell'assassino Giorgos Roupakias da parte della poliziotta, appare come imprevisto, sembra aver scombinato i loro piani eversivi. Improvvisamente l’opinione pubblica scopre che Chrisi Avghi ha nel suo organico degli assassini stipendiati.
A questo punto, il governo Samaras, messo alle strette, sotto pressione internazionale e spaventato dalla perdita di controllo sul fenomeno dei nazional-nazisti ha deciso di fare quelle cose elementari che avrebbe dovuto fare già da anni per mantenere la democrazia. Una serie di indagini sono partite per accertare le relazioni tra polizia e nazismo. Queste indagini hanno portato immediatamente alle dimissioni di dirigenti di polizia. Il governo, tutto ad un tratto, si è accorto che i militanti di Chrisi Avghi venivano addestrati all'uso delle armi e alle tecniche di combattimento da ufficiali dell'esercito anche all'interno dei campi militari dello stato greco.
Queste sono solo alcuni degli elementi che sono emersi pubblicamente, ma di fatto, ciò che stava succedendo era palese per tutti. Non veniva semplicemente visto da chi doveva vedere e i membri della polizia e dell'esercito simpatizzanti di Chrisi Avghi si muovevano nelle istituzioni con la naturalezza e la tranquillità di chi è sicuro di poter contare sull'impunità più assoluta.
Chrisi Avghi sentendosi tradita dal governo, fino ad oggi il suo più grande alleato, e spiazzata dal fiume di rivelazioni e confessioni di suoi ex-militanti, ha chiamato a raccolta il "nocciolo duro" promettendo "qualcosa di eclatante" nei prossimi giorni. Tutto ciò non lascia sperare niente di buono, specie se pensiamo che i militanti di questo partito hanno armi a volontà e possono contare su ampi settori della polizia e dell'esercito. Oggi è uscito il documento eversivo redatto da un gruppo di militari. Cosa ancora dobbiamo aspettarci  ? Come spesso succede qui in Grecia, il tragico va a braccetto con il ridicolo e tutto si muove in uno scenario grottesco e pericoloso, dove a farne le spese sono i più deboli. 

venerdì 27 settembre 2013

Climate scientist warns of impending global-cooling crisis

Contrary to the so-called “consensus,” the planet’s climate is not warming, saysDavid Archibald, an Australian scientist and visiting fellow at the The Institute of World Politics (IWP) in Washington, D.C.
“The temperature of the planet is the same as it was 30 years ago,” said Archibald. “The IPCC models have failed.”
While temperatures have increased less than one degree Celsius (yes, less than 1 degree) in the last 150 years, that rise is unremarkable compared to previous increases in earth’s history, said Archibald on Wednesday. That rise came about because “the Sun was more active in the second half of the 20th century than it had been in the previous 8,000 years.”
Even with the higher solar activity, that small amount of warming is nothing new.
Temperature spikes have occurred for hundreds of thousands of years and were slightly higher in the Roman Empire and Medieval periods, according to a Swedish study and data from ice cores in Vostok, Antarctica, said Archibald.
In fact, it has been warmer than today for MOST of the past 10,000 years, says Dr. Don Easterbrook, Professor of Geology at Western Washington University.

Easterbrook-Natural_global_warming
Created by Cuffy and Clow in 1997, and based on Greenland ice core records, this chart shows global temperatures for the past 15,000 years.

Sometimes severe cooling comes out of the blue
Now, solar activity suggests that global temperatures will fall 2 to 3 degrees Celsius by 2040, said Archibald. “And sometimes severe cooling comes out of the blue.”
That could wreak havoc on the world’s food supply by potentially reducing global grain production by 400 million tonnes—mirroring the skyrocketing crop costs and 200,000 European deaths sparked by the 1816 eruption of Mt. Tambora in Indonesia.
See slides from Archibald’s presentation here.
Thanks to Ron de Haan for this link
Archibald, who is credited as the first scientist to develop a method for using solar sunspot cycles to predict temperatures, also predicts that “sea level will start falling again.”
Where will that moisture go? It will start accumulating on land as ice, just as I have been predicting.

http://iceagenow.info/2013/09/climate-scientist-warns-impending-global-cooling-crisis/ 

giovedì 26 settembre 2013

Ilva, l’Ue contro il governo italiano (battuto da 3 cittadini e da 270 lettere)

Ve lo spiegherò in poche parole.

Tre cittadini si sono incontrati alcuni mesi fa per creare una macchina da guerra.
Sono tre persone che conoscono bene alcune cose: c’è chi fa video formidabili, c’è chi scrive benissimo in inglese e conosce i meandri della Commissione Europea, c’è chi ha studiato tutta la storia dell’Ilva, dei procedimenti giudiziari e ha l’archivio dei dati chimici delle sue emissioni.

E’ stata così messa a punto una organizzazione dinamica che senza sosta ha inviato alla Commissione Europea in sei mesi 270 lettere.
E così è arrivata a Bruxelles una documentazione informativa e scientifica solida fatta di svariati dossier, filmati e foto dell’Ilva, scansioni di giornali, decreti del governo e altro ancora.

Da aprile 2013 fino a ieri la Commissione Europea non ha avuto respiro; appena finiva di leggere un report in inglese proveniente da Taranto, ecco che ne arrivava subito dopo un altro ancora più grave e sconvolgente. E’ stato un diluvio drammatico di notizie e dati.

La Commissione Europea ha convocato queste tre persone a Bruxelles due volte. La prima volta queste tre persone hanno presentato le 36 infrazioni all’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell’Ilva: in alcuni fogli c’era la mappa completa di quello che non funzionava. 
La cosa ha generato stupore.
 
Nel secondo viaggio è stato presentato l’elenco delle inadempienze alle prescrizioni AIA: ma questa volta a denunciare ciò che non andava era il Garante dell’AIA Ilva che decretava l’avvio delle sanzioni nei confronti dell’acciaieria. 
 
La cosa ha generato sorpresa.
 
Poi nei giorni successivi la Commissione Europea ha appreso che il Garante dell’AIA veniva eliminato e che il governo italiano approvava un nuovo decreto per non sanzionare l’Ilva.
La cosa ha generato sconcerto.
 
A questo punto la Commissione Europea ha sanzionato il governo italiano.
Quando è troppo è troppo.
 
Le tre persone sono Antonia Battaglia, Fabio Matacchiera e l’ultima sono io. 
La macchina da guerra è frutto di un accordo fra Fondo Antidiossina e PeaceLink.
Domani tutto verrà spiegato nei dettagli: la conferenza stampa di Fondo Antidiossina e PeaceLink verrà trasmessa online dal sito www.peacelink.it dalle 10.30 in poi.
 
Cosa ho imparato da questa storia? Che tutto può cambiare se si dispone di compagni di viaggio instancabili e della forza d’urto di 270 lettere piene di dati veri e incontrovertibili.
 
 
Fonte: 
  

Jacopo Amistani at TEDxMilano: ISEES



Video di 8 minuti è illuminante , si tratta di diffondere la tecnologia e farla tornare alla portata di tutti.

ISEES

mercoledì 25 settembre 2013

MANIFESTO DI APERTURA DELLA ME-MMT AL M5S. I PUNTI.



* Il M5S è l’unica entità politica esistente in Italia in grado di comprendere il Programma ME-MMT di Salvezza Economica per il Paese. E’ l’unico raggruppamento ancora sufficientemente a-politico e giovane per dare una speranza.

* Il M5S manca totalmente di un piano d’azione strutturato per gestire il collasso della nazione nella catastrofe Eurozona, da cui si deve uscire con urgenza. Con il Programma ME-MMT di Salvezza Economica per il Paese il M5S diventa il partito più efficace d’Europa nella lotta alle disastrose politiche della Troika.

* Con il Programma ME-MMT di Salvezza Economica per il Paese il M5S salva la democrazia italiana e l’interesse pubblico dai veri pericoli che oggi li hanno distrutti e che sono interamente sovranazionali.

* Il movimento ME-MMT italiano mette a disposizione del M5S l’economista internazionale e macromonetarista Warren Mosler, e i suoi colleghi accademici, per l’immediata creazione in Italia di un Ministero delle Finanze e del Tesoro ombra, che farà leva sugli esperti/economisti del M5S opportunamente formati alla ME-MMT.

* In particolare, il M5S aderendo al Programma ME-MMT di Salvezza Economica per il Paese diventerà l’unico partito politico al mondo in grado di adottare un Programma di Piena Occupazione per il Paese, di eliminare l’emissione dei titoli di Stato, di sostenere Deficit Positivi per la ricchezza del Paese, disottomettere tutto il sistema finanziario all’interesse pubblico, di mantenere i tassi interbancari a zero per il rilancio del sistema produttivo.

* Il M5S aderendo al Programma ME-MMT di Salvezza Economica per il Paese sarà il primo partito in Europa ad avere un programma di pieno recupero della sovranità democratica, monetaria, e sociale, oggi perdute.

* Il M5S deve totalmente affrancarsi dalla figura di Gianroberto Casaleggio nelle sue attuali funzioni. Costui dovrà sottoporsi al voto/consenso dei cittadini come un qualsiasi membro 5S, in mancanza del quale non ha alcuna legittimità nel dettar legge nel M5S.

* Il M5S deve entrare in un dialogo paritario e dialettico col suo fondatore Beppe Grillo, liberandosi così della struttura ‘a setta’ che ancora oggi lo caratterizza, e con lui discutere la nostra offerta di Programma ME-MMT di Salvezza Economica per il Paese.

Paolo Barnard e ME-MMT

martedì 24 settembre 2013

La Pussy Riot Nadia: “17 ore di lavoro e pestaggi, sono rinchiusa in un Gulag staliniano”

Non mangia più Nadia Tolokonnikova, una delle Pussy Riot incarcerate per essersi esibite  nella cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca con una parodia liturgica di quaranta secondi e una supplica pop alla Vergine: “Liberaci da Putin”. ”E’ l’unica forma di protesta  che mi rimane per non essere annientata” dice in una lettera pubblicata su Internet in cui descrive la vita disumana nella  Colonia Correttiva numero 14 in Mordovia, a circa 400 km da Mosca. Il pensiero corre subito ai Gulag staliniani: diciassette ore al giorno acucire divise per la polizia, detenute chiuse fuori dalle baracche d’inverno, rancio a base di pane secco e latte annacquato, pestaggi continui, minacce di morte. Il tutto per una paga ridicola:  ”A giugno ho guadagnato 29 rubli (meno di un euro)”, ha scritto Tolokonnikova.
“Lavoriamo dalle sette e mezza del mattino a mezzanotte e mezza – racconta la giovane, madre di una bambina di 5 anni – Non abbiamo più di quattro ore per dormire. Ci danno un giorno libero ogni sei settimane.Le mani sono piene di piaghe e buchi fatti dagli aghi; il tavolo è coperto di sangue, ma tu continui a cucire”.
La lettera è stata spedita anche al comitato d’indagine locale, che ha promesso di far luce sui vari aspetti della vicenda entro un mese. Nadia ha accusato innanzitutto il vice direttore del suo carcere, Iuri Kuprianov, di averlaminacciata di morte lo scorso 30 agosto dopo le sue lamentele.  ”Stai tranquilla, tra poco non avrai di questi problemi nell’ aldilà”, le avrebbe detto, secondo quanto riferito dal marito, Piotr Verzilov.
Tolokonnikova, che deve rimanere in prigione fino al prossimo marzo. racconta che a pranzo, cena e colazione le prigioniere ricevono “avena, pane secco, latteannacquato e patate marce”. Per la minima mancanza scatta il divieto di poter utilizzare il cibo inviato dai parenti. I capelli si possono lavare solo una volta a settimana, ma a volte il turno salta perché la pompa dell’acqua non funziona oppure gli scarichi sono otturati. Per la pulizia intima le 800 recluse hanno a disposizione un solo bagno per cinque persone alla volta.
Ma tutto può essere tolto se le autorità decidono di punire le detenute: “Ci può essere il divieto di andare al gabinetto o quello di lavarsi, o quello di entrare nella baracca, anche d’inverno quando fa molto freddo”. Una detenuta si è vistaamputare una gamba e le dita di una mano dopo essere rimasta nell’anticamera della camerata, dove non c’è riscaldamento, per un giorno intero. Una prigioniera zingara, invece, è stata picchiata a morte un anno fa e il suo decesso è stato attribuito ad un aneurisma. Nadia finora non è stata percossa, perché è troppo famosa. Per lei si sono mobilitate le organizzazioni per i diritti umani e anche alcune star del mondo dello spettacolo, da Madonna a Paul McCartney.
 ”Esigo che ci trattino come esseri umani, non come schiavi o bestie”, spiega la giovane, che lo scorso febbraio era finita in ospedale per una sorta di stress da carcere.
Il servizio carcerario russo, però, ha respinto le accuse, sostenendo che si tratta di una vendetta dopo che il suo avvocato e suo marito avevano tentato di ottenere per lei migliori condizioni nel campo di lavoro. Nadia Tolokonnikova, 23 anni,Maria Alyokhina, 24, Iekaterina Samutsevich, 22, sono state  arrestate a marzo del 2012 con l’accusa di “teppismo e istigazione all’odio religioso”. Le tre ragazze sono state condannate a due anni di reclusione il 17 agosto 2012.   In appello Samutsevitch è stata scarcerata perché non prese parte alla protesta. Per le altre due sono iniziati i lavori forzati.
In Italia i deputati del Pd Michele Anzaldi e Enzo Amendola (componente della commissione Esteri), hanno annunciato una interrogazione urgente al ministero degli Esteri:
“Il ministro degli Esteri Emma Bonino chieda chiarimenti immediati e rassicurazioni sulla detenzione in un carcere russo della ventitreenne leader della band musicale Pussy Riot, giovane madre di una bambina di 5 anni”.

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/09/23/la-pussy-riot-nadia-17-ore-di-lavoro-e-pestaggi-sono-rinchiusa-in-un-gulag-staliniano/ 

domenica 22 settembre 2013

Sole: inversione dei poli del campo magnetico, ci siamo. Conto alla rovescia


Partito il conto alla rovescia per l’Emisfero sud: le tecnologie terrestri ad un test importante
E’ iniziata da diversi giorni la prima fase di inversione dei poli del campo magnetico solare. La Nasa, attraverso il proprio sito, aveva specificato in un comunicato che il fenomeno non sarebbe durato più di 3 mesi e che entro la prima parte di novembre arriverà a termine. Si tratta di un fenomeno ciclico, che avviene ogni 11 anni, ma mai è accaduto con una massiccia presenza di opere tecnologiche, computer e telefonini sul nostro Pianeta. Si tratterà, di fatto, di un vero e proprio test. Nessun motivo di allarme per quanto riguarda l’uomo. Uno degli espertissimi italiani su questo tema quale  Mauro Messerotti, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf)  spiega che il campo magnetico solare <>.


inversione Nell’emisfero nord, le operazioni di ‘cambio’ sono già iniziate, mentre è partito il conto alla rovescia per l’emisfero sud. Lo stesso Messerotti dichiara che <<’Non è facile fare previsioni perché conosciamo ancora poco della nostra stella: basti pensare che abbiamo potuto studiare solo 24 degli oltre 418 milioni di cicli che il Sole ha compiuto dalla sua nascita>>

http://www.centrometeoitaliano.it/sole-inversione-dei-poli-del-campo-magnetico-ci-siamo-conto-alla-rovescia-1323/

venerdì 20 settembre 2013

New research shows Earth’s core spins in opposite directions

September 20, 2013 – GEOLOGY - According to new research from UK and Swiss scientists, the core of our planet is more complicated than we thought, with layers rotating in different directions, and it all may solve a mystery about the Earth's magnetic field that's persisted for over 300 years. The Earth's core is separated into two different layers. At the centre is the solid inner core, which is surrounded by the liquid outer core — both made up of a mixture of nickel and iron. Scientists figured out the structure of the two layers decades ago, based on watching seismic waves from earthquakes passing through the planet, and they also discovered that it is circulations in the hot, liquid metal of the outer core that generate the Earth's magnetic field. There are some things about the core that have remained a mystery, though. A study from 2005 revealed that, although the inner core rotates in the same direction as the surface, it actually rotates slightly faster than the surface. That strange result joins another curious finding, from back in 1692, when astronomer Edmond Halley (of Halley's Comet fame) discovered that the Earth's magnetic field 'drifts' towards the west by a few degrees every decade. A new study has finally offered an explanation for these two mysteries, tying everything together at last. It started with researchers not only confirming that the inner core rotates faster than the surface, but also finding that the outer core rotates in the opposite direction. To find out what's going on, they used the Monte Rose supercomputer to run a simulation that was roughly 100 times more accurate than any previous model of the Earth's core. The simulation revealed that it's the Earth's magnetic field that's causing the layers of the core to spin like they do. It's providing an extra little push to the inner core, driving the added spin towards the east, while at the same time an equal and opposite reaction to that push is causing the 'backward' spin of the outer core towards the west. The added bonus from their simulation is that it solved Halley's mystery as well. Since the outer core slowly rotates towards the west, the circulations within the liquid metal also rotate in that direction, and the magnetic field 'drifts' along with them. The researchers are hoping that all of this will help scientists to better understand the behavior of the core, and thus the planet's magnetic field. –

giovedì 19 settembre 2013

Valpolicella: #riapriamo le stazioni ... !


La pianura veneta dagli anni Ottanta del secolo scorso ha visto uno sviluppo edilizio senza sosta che ha completamente riconfigurato il paesaggio: da città, borghi e spazi agricoli si è passati ad agglomerati per metà agricoli e per metà urbani. Verona ha “agglomerato” la prima e seconda cerchia di comuni limitrofi estendendo la propria area edificata ben oltre i limiti comunali e, dal 1 gennaio 2012 risulta avere un’area urbana di 457.501 ab. e un’area metropolitana di poco superiore al milione di ab.
Si tratta di area urbana caratterizzata da un’elevata frammentazione del tessuto edilizio, con densità pero' tutt’altro che elevate e questi numeri, che sono importanti, dovrebbero giustificare l’introduzione di servizi di trasporto rapidi ed efficienti. Ecco che Verona per esempio, ha già presentato al Ministero dei Trasporti, una richiesta di finanziamento per reintrodurre il tram: i progetti che sono stati accolti con favore dal CIPE, hanno permesso la prima tranche di finanziamento,  per un servizio di trasporto rapido a trazione mista filoviaria/diesel.
Anche se a tutt'oggi non è partito nulla.

Ma visto i numeri e vista la disponibilità di una rete  esistente su ferro, perchè non immaginare anche  una ’integrazione dei sistemi a filobus e tram, con le ferrovie vicinali come quella di Balconi di Pescantina e Parona per esempio ?
I dati rilevati, sul flusso di traffico , inteso come persone che si spostano lungo le tratte Legnago-VeronaSud-BorgoTrento-S.Ambrogio, sono decisamente interessanti e meritano un'approfondita valutazione, e sebbene si tratti di dati che non riguardano direttamente il territorio di Pescantina, i nr parlano di una " migrazione " giornaliera verso la città, molto importante :

La rete ferroviaria esistente, già ora, collega lungo il Brennero, le stazioni di Domegliara, Pescantina, Parona, Porta Nuova, Ca’ di David, Porta Vescovo.
Ecco che l' ipotesi di riapertura della stazione di Balconi di Pescantina , avrebbe il vantaggio non solo di inserirsi in una rete ferroviaria esistente, ma addirittura ( in futuro) , predisporre  l'apertura di ulteriori fermate intermedie, sfruttando i finanziamenti europei stanziati per la riduzione del traffico automobilistico privato, proprio perchè il treno risulta comodo, frequente, economico e veloce.
Riaprire la stazione ferroviaria di Balconi di Pescantina , permetterebbe ai cittadini  della Valpolicella, di usufruire di un servizio veloce in direzione verona, risolvendo da subito i problemi di congestione del traffico e di pullman.

Valutare successivamente che la tratta ferroviaria  lungo l'asse del brennero, coinvolga anche la rete a " ferro " di verona ( realizzando una vera e propria metropolitana ad ampio raggio)  potrebbe essere il passo successivo .

E' noto che lungo la tratta cittadina di verona esiste una fitta rete ferroviaria " dormiente " , che " abbraccia " San Lucia, San Massimo, B.go roma, Golosine, ecc. " .
rete ferroviaria_balconi_vr_dossobuono
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Valutando poi, che la tratta del Brennero, grazie alle liberalizzazioni previste dall’Europa, possa essere fruita anche da altri soggetti diversi da RFI, ( la rete dei binari è di proprietà della Società RFI, controllata dalla FS S.p.A ) apre scenari interessanti, proprio perchè anche altri soggetti potrebbero essere disposti ad intervenire sulla linea,  anche se in effetti è già così: la compagnia Austriaca DB OBB muove oggi, sull'asse del Brennero i propri treni.

Quindi la domanda spontanea è : per quale motivo DB OBB e Rfi non dovrebbero ritenere appetibile la riapertura della stazione di Balconi ?

Riaprire la stazione di Balconi è complesso, ma non impossibile, dalla parte dei cittadini ci sono i numeri, una rete ferroviaria esistente, una possibile e futura integrazione con la linea urbana dormiente e la possibilità che soggetti pubblici e privati si impegnino ( Rfi e Db OBB ) con i loro mezzi, a spostare persone e cose, avviando un processo di trasporto permanente, lontano dalla gomma a salvaguardia dell'ambiente, amico dell'economia locale, dei pendolari.

La strada è complessa, ma non impossibile,  primario sarà chiedere una discussione seria sulla riapertura della stazione di Balconi !.

Twitter:@andreabelvedere

venerdì 13 settembre 2013

La folle giostra delle grandi opere



Un Paese che guarda al futuro deve avere una struttura di programmazione pubblica in grado di avere il controllo del quadro complessivo delle opere da realizzare in coerenza con l'Europa. E al variare dei parametri in gioco questa struttura dovrebbe essere in grado di compiere scelte nell'interesse generale.

Ritorna dunque il nodo scorsoio cui l'Italia è stata appesa dalle scellerate politiche di deregulation che hanno cancellato i pochi strumenti di pianificazione dei trasporti che l'Italia si era data con molta fatica. Era infatti costata venti anni di discussione l'approvazione nel gennaio 2001 del Piano generale dei trasporti e della logistica, un quadro certo imperfetto, ma simile a quelli in uso negli altri paesi europei, e cioè una bussola per orientare il sistema paese. Nel dicembre dello stesso anno nasce la cultura delle «grandi opere» senza alcuna coerenza tra loro ma guidate dagli appetiti delle lobby: Con il secondo trionfo elettorale berlusconiano nasce la legge Obiettivo (443 - dicembre 2001). Con la consueta bravura mediatica subito amplificata dalla disinformazione imperante, quella decisione fu descritta come il passaggio da una "visione burocratica" alla modernità. In realtà era il contrario: si colpiva al cuore la già debole funzione pubblica e ci allontanavamo dai paesi che conservano gli strumenti programmatori.

Un solo esempio. Il primo programma delle infrastrutture strategiche del dicembre 2001 conteneva 115 opere mentre attualmente esse sono diventate 390: un gigantesco puzzle senza coerenza e efficacia. E mentre il primo fiume di soldi pubblici che doveva sostenere le opere spesso inutili era giustificato da segnali economici flebili ma positivi, dal 2008 siamo piombati nella più grave crisi economica mondiale. Eppure tutto continua peggio di prima: il primo programma prevedeva di 126 miliardi pubblici; oggi sono diventati 367. Contemporaneamente si continua a colpire senza pietà il welfare urbano e le reali condizioni di vita dei cittadini.

A causa della crisi economica mondiale, il 21 marzo 2012 il governo portoghese ha annunciato l'abbandono dell'alta velocità ferroviaria e sono note le disastrose condizioni dei paesi dell'Est europeo. La fantastica spina dorsale dell'Europa - così è stata descritta - Lisbona-Kiev si è ridotta alla modesta tratta Torino - Lione. E addirittura il 12 luglio di quest'anno il Sole24Ore riporta la seguente affermazione di Mario Virano, commissario di governo per l'opera: «La ratifica del trattato internazionale da parte di Francia e Italia e l'ok dell'Europa a garantire il 40% di copertura dell'opera» sono le condizioni per partire. Condizioni senza le quali, aggiunge il Sole, «probabilmente i francesi potrebbero tirarsi indietro forse anche prima degli italiani».

Dunque abbiamo una grande "operetta" inutile di fronte ad una prospettiva del corridoio del San Gottardo in grado di garantire l'ancoraggio tra nord e sud Europa entro pochi anni. Se avessimo quella struttura pubblica di controllo scientificamente competente e indipendente dalle lobby che fu cancellata dalla cultura berlusconiana ci sarebbero le condizioni per ripensare il sistema di trasporto transnazionale alla luce delle mutate condizioni. Non se ne vedono le condizioni. Il ministro Lupi presidia la cassaforte per le grandi opere e il governo pensa solo a misure di polizia contro la popolazione della Val di Susa. Ma non è con la criminalizzazione di tutte le persone che non sono d'accordo con i cacciatori di soldi pubblici che si risolvono i problemi di prospettiva del sistema Italia. Bisogna invece prendere atto che è la deregulation che ha dominato il paese negli ultimi 20 anni la causa principale della mancanza di un moderno sistema di infrastrutture e del fallimento economico in cui ci dibattiamo. E' questa l'unica prospettiva per uscire dal tunnel.

Fonte

Le Galapagos viste su Street View - Explore the Galapagos Islands with Google Maps


La Stazione ferroviaria di BALCONI

La Valpolicella soffre, soffocata com’è dal traffico di passaggio e dalla mancanza di un effettivo e valido sistema di collegamento sia interno che da e verso la città. Fino AGLI ANNI 60 in  Valpolicella vi erano diverse stazioni ferroviarie, sulla tratta Verona Caprino: Parona, Negrar, Pedemonte, San Floriano, San Pietro, Sant’ Ambrogio.
Mentre sulla linea del Brennero erano presenti e poi sono state soppresse, le stazioni di Pescantina e Parona. Oggi piu’ che mai la riapertura di queste stazioni sarebbe quantomeno auspicabile e piu’ che mai necessaria, risolverebbe il problema della congestione da e verso la citta’ e sarebbe con pochissimo sforzo ( visto che c’è gia’ ) un sistema di mobilità alternativa, in grado di trasportare migliaia di persone, i pendolari della mattina, o chi semplicemente si sposta per necessità ludica.
Ma queste stazioni sono state soppresse, invece di essere implementate e ammodernate: un errore che la Valpolicella e Verona pagano oggi con volumi di traffico automobilistico e inquinamento enormi. La mobilità su gomma e il trasporto privato hanno da tempo mostrato i loro limiti e la loro insostenibilità ambientale. E’ noto che all’ origine del problema del traffico, è l’incremento demografico e delle costruzioni.
Ad esempio la popolazione di Pescantina è passata dai 7711 abitanti del 1971 ai 15773 del 2001. Attualmente, anche se la proposta è del 2010, sono in “cantiere” da parte degli amministratori “idee” per realizzare altre strade , trafori, bretelle e molto poco per la mobilità sostenibile: “tunnel tra Negrar e San Pietro, tra Fumane e Valgatara, le bretelle per collegarsi al traforo delle Torricelle, le bretelline tra una strada e un’altra e la tangenziale per il cementificio” .
Solo i nostri amministratori non fanno i conti con il futuro, sono solo decisioni di pensionati, che lasceranno in eredità strade, cemento e nessuna soluzione al problema, anche perchè si sa’, piu’ strade = piu auto !. La regione valuta di mettere sul piatto oltre 80Mln di euro per finanziare bretelle, tunnel e strade, ma crediamo, che sarebbe piu’ utile ai Residenti di Pescantina, Parona, Bussolengo, San Pietro, Corrubio, riaprire le stazioni ferroviarie di BALCONI E PARONA ( x es ) , avviando l’ asse del brennero con DOMEGLIARA, per una mobilità piu’ possibile e risparmio di denaro pubblico che potrebbe essere reinvestito in altre attività.

STAZIONE FERROVIARIA
Ma si tratta davvero di una possibilità percorribile ? Possiamo davvero immaginare di attivare una ” macchina mediatica e burocratica ” e bussare alle porte della regione per chiedere la riapertura della stazione di Balconi ?
Secondo il responsabile delCENTRO STUDI – ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE FERROVIE DEL NORD EST, i margini per riaprire una stazione ci sono tutti , ma la strada è in SALITA.
Ecco quanto ci ha risposto in merito la precisa richiesta di riaprire la stazione di Balconi:
Buongiorno,
leggiamo con piacere della vostra iniziativa… allora non è vero che in Veneto a tutti va bene l’automobile!
A parer nostro la strada comunque è abbastanza in salita. Diciamo che, nonostante il rimpallo di responsabilità, la riapertura (o la ricostruzione) di una fermata prevede di far interagire diversi soggetti (Regione, RFI, Trenitalia) sulle quali in definitiva quella che può imporsi è la Regione Veneto.
In sostanza dovreste, tramite raccolte firme e con l’appoggio di politici locali (sindaci ed eventuali consiglieri provinciali, regionali ed onorevoli) arrivare a convincere la Regione che quella fermata può servire. Se convincete la Regione, la fermata può essere inserita come richiesta del contratto di servizio con Trenitalia. RFI – Rete Ferroviaria Italiana deve dare il suo assenso per l’agibilità, e farsi carico (dietro compenso regionale) dell’eventuale sistemazione della stazione.
Più materiale e numeri raccogliete, più interessante diventa la vostra proposta. Ad esempio, quanti sono gli abitanti dei comuni interessati, quanti sono studenti dell’UniVR oppure lavoratori nel capoluogo? Ci sono dei servizi di autobus per Verona, con quanti passeggeri in media? Potrebbero essere fatti passare per la riaprenda stazione? I sindaci sono interessati ad un dialogo?
Per darvi un termine di confronto su chi può decidere, nella zona di Mestre la Regione Veneto ha insistito molto per avere un paio di fermate molto ravvicinate in territorio urbano (Gazzera e Via Olimpia a Mestre); dal punto di vista dell’efficienza del servizio la loro posizione ha creato qualche dubbio ad RFI, ma dato che la Regione ci crede e …”sgancia”, i lavori di costruzione per entrambe sono partiti qualche mese fa.
In sostanza quindi è una richiesta di tipo politico da portare in Regione Veneto. Il problema è che la Regione Veneto da parecchi anni sta perseguendo degli investimenti poco orientati all’esercizio (fermate, orari) e molto invece alla grande spesa di soldi pubblici (sottopassaggi, parcheggi, cemento in generale); ecco ad esempio quello che era previsto per l’area veronese qualche anno fa http://www.ferrovieanordest.it/portale/node/217 ovvero ristrutturare le stazioni e basta, spendendo una barca di soldi per lasciare inalterato il servizio.
Le richieste simili alla vostra sono poche, raramente hanno successo in breve tempo (purtroppo). Un caso simile è Olmo Trevignano, vecchia stazione lungo la Linea dei Bivi sempre a Mestre: http://www.ferrovieanordest.it/portale/node/126 l’Assessore Chisso ha dato parere favorevole, ma poi ha lasciato cadere la cosa. Lo stesso progetto SFMR ormai è morto, dopo anni di appalti edilizi a cui non è seguita nessuna vera miglioria nel servizio.
Siamo a disposizione per eventuali altre domande, fateci sapere come prosegue la vostra attività.
Saluti,
Davide – Ferrovie a NordEst

Andrea Belvedere
Tw: andreabelvedere

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