lunedì 30 aprile 2012

Fukushima Radioactive Ocean Impact Map

Il Doomsday è reale e il suo nome è Fukushima!


di Monica Davis

leader globali sono in silenzio su una situazione che potrebbe realisticamente trasformarsi in un evento di estinzione globale. La vulnerabilità degli alloggiamenti del reattore di Fukushima, in particolare del reattore 4, sono sull'orlo del collasso totale. Se il tetto del reattore 4 dovesse crollare si sprigionerebbe un quantitativo di radiazioni tali da mettere a repentaglio la vita della maggior parte della  popolazione mondiale.

L'edificio del reattore N ° 4 è sull'orlo del collasso.un qualsiasi piccolo terremoto potrebbe trasformarlo in un cumulo di macerie, sono1565 le barre di combustibile nucleare contenute all'interno della piscina che comprendono il 6% di plutonio, un combustibile che ha il potenziale di uccidere 2,89 miliardi di persone. Se crolla questa piscina, come sta affermando il senatore Wyden ultimamente, ci si troverebbe ad affrontare un evento di estinzione di massa senza precedenti.
Tonnellate di acqua radioattiva sono  fuoriuscite dalle condutture rotte dell'impianto sono state riversate in mare ed hanno raggiunto la costa occidentale degli Stati Uniti, mettendo in pericolo la salute umana e l'approvvigionamento alimentare della nazione.
La situazione è talmente grave che molti esperti nucleari si stanno preparando a delocalizzare le loro famiglie per l'emisfero australe.
beforeitnews.com

500 pellicani morti sulle coste peruviane


PERU -
The government of Peru is investigating the deaths of more than 500 pelicans along a 70km (40-mile) stretch of the country's northern coast. Officials say most appeared to have died on shore over the past few days. Scientists have also found the carcasses of 54 boobies, several sea lions and a turtle. They were found in the same region where some 800 dolphins washed ashore earlier this year. The cause of their death is still being investigated. The Peruvian government said it was ‘deeply worried.’ A preliminary report said that there was no evidence to show the pelicans had died at sea, but rather on the beach where they were found. The Peruvian Maritime Institute (Imarpe) said so far 538 dead pelicans and 54 boobies had been found in various stages of decomposition, although most appeared to have died recently. In addition, five badly decomposed sea lions and a turtle carcass had been found on shore, Imarpe said. Local media reports suggest more than 1,200 dead pelicans have been found in the Piura and Lambayeque regions. 

Between January and April of this year, some 800 dead dolphins washed ashore in Lambayeque, according to government figures. Peru's Deputy Minister for Natural Resource Development, Gabriel Quijandria Acosta, said a virus might have killed the dolphins. A viral epidemic outbreak was linked to similar deaths of marine wildlife in Peru in the past, as well as in Mexico and the United States. Analysis on the dolphins so far suggested they had contracted a morbillivirus, which belongs to the same group as the measles virus in humans, Stefan Austermuehle of a local NGO, Mundo Azul, told the BBC. “We know that in other cases in the United States up to 50% of populations were killed by the virus,” he said. “What we also know...is that in previous cases animals that have higher loads of pollutants in their body will fall easier victims to these kind of diseases because their immune system is weakened.” Imarpe scientists said results of tests carried out on the dead dolphins would be released in the coming days. –http://www.bbc.co.uk/news/world-latin-america-17890174

20 maggio 2012, il giorno in cui si allineeranno le Pleiadi, il Sole e la Terra


Una data che appare chiara, nello scorrere del tempo ciclico del calendario maya, è il 20 maggio 2012, il giorno in cui si allineeranno le Pleiadi, il Sole e la Terra. In contemporanea, ci sarà un’eclissi di Sole: la stessa avrà luogo sullo zenith della piramide di Chichén Itzá, eretta di onore di Kukulkan, venerato dai Maya e del quale gli stessi attendevano il ritorno.

Eclissi anulare di Sole
Potrebbe trattarsi di pura coincidenza, se questa teoria non fosse supportata da una serie di pittogrammi formatisi a partire dal 2000 ed evocanti dei raffinati simbolismi maya di netto riferimento al 2012. Pittogrammi simili, che avevano fatto la loro comparsa già in anni precedenti, avevano fornito informazioni inerenti il codice Dresda, e prima ancora notizie sulla geometria sacra. Il bellissimo pittogramma comparso il 9 agosto 2005, invece, fornisce informazioni dettagliate in merito al giorno 0, identificabile con il 20 maggio 2012, e all’ultimo ciclo di Venere, in passaggio davanti al Sole per l’ultima volta durante la Quinta Era, nel giugno 2012. Il 2 agosto del 2004, un altro glifo aveva mostrato il calendario maya del lungo computo, il Sole nel quale ci troviamo, e la ciclicità del tempo, con la sua dualità di vita e morte.
Molti anni fa i Maya, dalla civiltà cosmopolita che erano diventati, in seguito a sanguinose battaglie e repressioni, furono letteralmente estirpati dalla loro terra, e quelli che vi sopravvivono ancora oggi sono i pochi rappresentanti di un popolo evoluto. Gli stessi indigeni, secondo antiche leggende, rimasero sulla Terra, in attesa di una “resurrezione” che si sarebbe verificata al tramonto del quinto Sole, il 21 dicembre 2012. In quel giorno, il loro Dio, Kukulkan, si sarebbe manifestato nuovamente sulla Terra, introducendoci alla nuova era, la sesta, la cui data d’inizio è il sabato 22 dicembre 2012, in contemporanea ad un cambiamento nelle coscienze collettive. Il nostro Sole avrebbe “parlato”, secondo i Maya, manifestando la sua massima potenza con un’attività talmente intensa da influenzare la civiltà umana e l’intero pianeta.

EuroGendFor. L'esercito privato della UE è in procinto di partire per la Grecia.


Non tutti conoscono questa unità segreta che risponde al nome di «EuroGendFor». Il quartier generale di questa speciale task force di 3000 uomini si trova a Vicenza, Italia. L'ex ministro della Difesa francese Alliot-Marie ha iniziato la formazione di questa truppa, dopo le sempre più comuni forme di battaglie di strada e saccheggi provocati da giovani in Francia. L'«EuroGendFor» è allo stesso tempo, polizia, polizia giudiziaria, esercito e servizi segreti. Le competenze di questa unità sono praticamente illimitate. Essa deve, in stretta collaborazione con i militari europei, garantire "la sicurezza nei territori di crisi europei". Il suo compito è principalmente quello di sopprimere le rivolte. Sempre di più Stati membri dell'Unione Europea aderiscono al «EuroGendFor» 

I governi europei sanno esattamente cosa li attende. Per evitare di dover usare i loro propri eserciti contro i cittadini del paese, le truppe paramilitari della "Forza di Gendarmeria Europea" è stata fondata in segreto. In teoria, si può ricorrere alla FEG ovunque vi sia una crisi. E' ben stabilito nel Trattato di Velsen che regola gli interventi dell'EuroGendFor. Il suo motto motto è il seguente: "Lex paciferat" - che può essere tradotto come: "La legge porterà la pace". Si sottolinea "il principio della stretta relazione tra l'imposizione dei principi giuridici e la restaurazione di un ambiente sicuro e protetto."
Un "consiglio di guerra" sotto forma di un comitato interministeriale composto dai ministri della Difesa e la Sicurezza dei paesi membri dell'Unione europea partecipanti, decide la strategia di intervento. La truppa può essere attivata su richiesta o dopo decisione dell'UE
All'articolo 4 del Trattato Costitutivo sui compiti e gli impegni si legge: "È possibile ricorrere alla FEG per proteggere le persone e i beni e mantenere l'ordine." I soldati di questa unita' paramilitare dell'Unione europea devono rispettare la legge vigente dello Stato in cui operano e dovunque vengano distribuiti, ma tutti gli edifici e tutti i terreni che vengono presi dalle truppe divengono estraterritoriali e non sono più accessibili dalle stesse autorità dello Stato in cui operano. Il mostro dell'Unione europea abroga inoltre il diritto nazionale anche in caso di antisommossa. 

L'«EuroGendFor» è una truppa di polizia paramilitare e servizi segreti che possono rapidamente operare. Unisce tutti i poteri e mezzi militari, di polizia e servizi segreti che puo' essere utilizzata come consultante dalle forze di polizia nazionali e dall'esercito, dopo essere stata commissionata da una unità di crisi interministeriale in ogni sede per la lotta contro le rivolte, ecc. Il ministero federale della Difesa ha elogiato l’EuroGendFor sui propri siti web, scrivendo:
"Polizia e esercito. Una gendarmeria europea promette la soluzione".
L’EuroGendFor è ancora quasi completamente sconosciuta e nell'ombra. Ma non rimarrà a lungo tale. Sempre più persone vengono spinti dalla povertà e dalla politica di gestione disperata ed erronea della crisi, più queste truppe ricche di poteri illimitati dovrà "regolare" la situazione. I capi di stato europei si renderanno conto con gratitudine che non saranno obbligati ad usare le proprie forze di polizia e dell'esercito contro i propri cittadini.

giovedì 26 aprile 2012

MILANO - Integrazione.

MILANO - Integrazione. Sarà questa, in futuro, la parola d’ordine delle smart city. Luoghi regolati da intelligenze artificiali, con sistemi energetici integrati che renderanno gli edifici in grado di generare autonomamente servizi ed energia pulita. Tra questi, le prime costruzioni a portare la firma tricolore le torri energetiche ambientali multifunzionali (Team) brevettate dal gruppo di lavoro di Franco Cotana, direttore del Centro di ricerca sullebiomasse e docente all’Università degli studi di Perugia.
ALTE 30 METRI - Un esempio di architettura intelligente, che si è già fatta notare per la sua funzionalità d’avanguardia negli Emirati Arabi. Un progetto che prevede di inserire nelle aree industriali una serie di torri alte 30 metri in connessione reciproca e comunicanti come nodi di una rete, capaci di fornire non solo servizi energetici, ma anche ambientali e informativi alle utenze produttive. Un’idea nata da un progetto meno ambizioso di Cotana e del suo gruppo, già in fase di realizzazione nell’area industriale di Perugia S.Andrea e finanziato dal ministero dell’Ambiente, che vedrà la costruzione dei primi due prototipi di sistemi energetici integrati. «La torre energetica multifunzionale», spiega lo scienziato italiano, membro della New York Academy of Sciences, «è il risultato dell’integrazione di differenti tecnologie che producono energie rinnovabili, concentrate tutte in un’unica struttura, capace di alimentare le utenze energetiche limitrofe, sia dal punto di vista elettrico che da quello termico».
Le torri Team inserite in un paesaggio (Crb dipartimento di ingegneria industriale, Università degli studi di Perugia)Le torri Team inserite in un paesaggio (Crb dipartimento di ingegneria industriale, Università degli studi di Perugia)
GIGANTI ENERGETICI - Tantissimi, del resto, i campi d’applicazione e le possibilità di utilizzo offerte dalle torri energetiche. Dalla biodigestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti, ossia lo smaltimento del cosiddetto «umido», all’energia prodotta dall'impianto fotovoltaico e dal minieolico. Dalla trasmissione del calore nelle sonde geotermiche all’accumulo energetico termico e gravitazionale. Con reti di tubazioni per il trasporto delle merci, raccolta delle acque piovane e fitodepurazione. Il tutto, arricchito da sistemi di trigenerazione, illuminazione a Led, colonnine di ricarica per le macchine elettriche, trasmissioni wireless e ripetitori per la telefonia mobile. Ma anche di sistemi anti-intrusione e di videosorveglianza collegati tra loro. E di sistemi antincendio, monitoraggio ambientale e del traffico. «Le prime torri energetiche a essere costruite», anticipa Cotana, «dovrebbero trovare posto nelle aree produttive di Terni e Assisi».
SMART CITY - Colossi dalla struttura antisismica, che potrebbero rivelarsi utili persino nelle aree civili. «In futuro», aggiunge lo scienziato, «si potrebbe pensare di collocare le torri anche al di fuori dei contesti industriali, magari rendendole abitative. Nuovi edifici in grado di fornire energia ad altri che per vari motivi non ne hanno a sufficienza. Soprattutto nei luoghi, ad esempio quelli vincolati dalle Belle arti, dove persistono problemi con la rete elettrica e nei sistemi di comunicazione. Per ora», conclude il professore, «stiamo sperimentando diverse soluzioni anche nel contesto agricolo. Senza costruire torri nuove, ma sfruttando costruzioni preesistenti in stato di abbandono, ad esempio colombaie ed ex essiccatori di tabacco, integrandole per apportare energia alle zone limitrofe con sistemi energetici innovativi».
ALLA CONQUISTA DEGLI EMIRATI ARABI - Tra i primi Paesi a interessarsi alle torri energetiche multifunzionali dell’Università di Perugia, i Paesi del Golfo. Grazie all’interessamento di uno studio d’architettura di Terni, che da diversi anni propone soluzione strategiche di matrice italiana negli Emirati. E che adesso sta promuovendo, con successo, le torri energetiche del professor Cotana. «I sistemi energetici integrati messi a punto dall'Università di Perugia», svela Marco Bernardini, architetto e ammistratore unico di Systech Engineering, «hanno destato un grande interesse nel Golfo non solo per le aree industriali, ma anche per gli edifici sportivi. Tra i prossimi interlocutori del Medio Oriente, andremo in Qatar a proporre le torri multifunzionali al comitato olimpico, in vista dei mondiali di calcio del 2022. Infatti, grazie a questi sistemi, i nuovi stadi potrebbero avere oltre a una funzione architettonica anche un ruolo energetico. E restare in maniera permanente come centrali. In più», conclude l'architetto, «grazie all'accumulo dell'acqua sarebbe possibile rinfrescare e irrigare i manti erbosi dei i campi sportivi».
Carlotta Clerici

Franco Prodi

Franco Prodi (Reggio Emilia, 4 giugno 1941) è un fisico italiano, studioso di fisica dell'atmosfera, meteorologia e climatologia.

Laureato in fisica dello stato solido presso l'Università di Bologna nel 1963, si è dedicato alla meteorologia e alla fisica dell'atmosfera a partire dal servizio militare svolto nel Genio Aeronautico, ruolo fisici.

Ricercatore del CNR dal 1967, ha approfondito i suoi studi e condotto ricerche al National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder in Colorado. Tornato in Italia, ha svolto una continua attività di insegnamento e di ricerca. Docente di Fisica, termodinamica e geofisica all'Università di Modena fino al 1986, ha ottenuto nel 1987 la cattedra presso l'Università di Ferrara. Ha preso parte a numerose commissioni di studio in campo nazionale e internazionale e ha diretto fino a novembre 2008 l'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del CNR, di cui rimane ricercatore associato.
Il suo interesse scientifico si è rivolto in particolare a temi quali la formazione della grandine, la radar-meteorologia, il nowcasting, la microfisica delle nubi e la fisica dell'aerosol atmosferico. Contribuisce a conferenze e dibattiti sui cambiamenti climatici e la sostenibilità ambientale. Attualmente è presidente dell' Italian Aerosol Society (IAS).

Operazioni militari di aerosol

 

Venerdì 30 marzo 2012: su Brindisi aerosolterapia militare in gran quantità. Due settimane prima era toccato alla città di Bari subirne le conseguenze. Le sostanze tossiche adoperate per le operazioni militari di aerosol sono composte da metalli, polimeri, silicati, virus e batteri. L’alluminio, come noto, è una sostanza neurotossica che danneggia sia il sistema nervoso centrale, che i processi omeostatici cellulari (l'alluminio è un fattore determinante nell'Alzheimer). La letteratura scientifica parla chiaro: l’intossicazione da metalli produce un abbassamento delle difese immunitarie: l’alluminio uccide la flora batterica dei terreni; le piogge prodotte dalle scie chimiche modificano i valori di acidità dei suoli. Per tagliare una buona volta la testa al toro, occorre mappare con precisione la qualità attuale dei terreni; misurare il livello di bario e di alluminio nelle acque piovane su tutto il territorio nazionale promuovendo verifiche dopo le piogge provocate dalle operazioni militari; misurare il tasso d’inquinamento dell'aria specificamente in relazione alle miscele utilizzate nelle operazioni di aerosol; determinare il rischio ambientale e per la salute della popolazione dei territori soggetti a operazioni di scie chimiche permanenti; chiarire in chiave epidemiologica l'influenza che le operazioni delle scie chimiche hanno avuto sulla salute degli italiani; stimare la correlazione dell’aumento di determinate patologie in rapporto alle sostanze utilizzate nelle scie chimiche. Secondo il padre della pediatria italiana Alberto Burgio, «Se la natura perde la salute, la perde anche l’uomo. Gli agenti tossici determinano nei bambini effetti a livello immunitario, endocrinologico, genetico e a livello degli organi». Risultato: allergie e malattie autoimmunitarie sono in aumento, così come l’autismo. Soltanto nella provincia di Venezia ci sono quasi 5 mila bimbi afflitti da dislessia. Dati medici segnalano che il 30 dei bambini italiani ha difficoltà di apprendimento. Infine, anzi, prima di tutto: va abrogato il segreto militare e di Stato. Il livello di una  civiltà si misura dal grado di attenzione per i più piccoli. Non dimentichiamolo, mai.

Mi scusi governatore Vendola, cosa ci sa’ dire in merito a quanto segnalato ?

http://terrarealtime.blogspot.it/2012/04/guerra-ambientale-segreta.html

IL SOLE DI MAGGIO E IL RAFFREDDAMENTO GLOBALE


Ricercatori giapponesi dicono che il sole starebbe entrando in un periodo di insoliti cambiamenti magnetici che potrebbero causare basse temperature sulla Terra.
Secondo gli scienziati del Astronomico Nazionale del Giappone e del Riken Research Foundation, l’attuale attività delle macchie solari assomiglia a un periodo nel 17 ° secolo conosciuto come il minimo di Maunder, la parte più fredda della Piccola Era Glaciale.
Durante tale periodo di 70 anni, a Londra il Tamigi gelò e i fiori di ciliegio fiorirono più tardi del solito a Kyoto.
Le temperature si stima siano state di circa 2,5 gradi più bassae durante il Minimo di Maunder che durante la seconda metà del 20 ° secolo.

I ricercatori hanno anche scoperto segni di insoliti cambiamenti magnetici nel sole, portandoli a credere che la polarità del campo magnetico ai poli solari si inverte e diventerà quadrupolare a maggio.
Un gruppo di ricerca guidato da Saku Tsuneta, professore presso l’osservatorio, ha confermato che la polarità del campo magnetico al Polo Nord ha cominciato inversione nel luglio dello scorso anno.
Tuttavia, il campo magnetico al Polo Sud, che avrebbe dovuto invertirsi insieme al Polo Nord, ha mantenuto una polarità positiva, che, secondo i ricercatori, porterà alla formazione di una struttura a quattro poli magnetici con due nuovi poli vicino all’equatore del sole.
Lo studio giapponese ha scoperto che l’andamento della corrente dell’attività delle macchie solari è simile ai record di quel periodo.
Normalmente, il campo magnetico del sole gira circa una volta ogni 11 anni. Nel 2001,il polo magnetico del sole a nord, era nell’emisfero settentrionale, orientato a sud.
Mentre gli scienziati avevano previsto che la prossima inversione inizierà da maggio 2013, il satellite solare Hinode di osservazione ha scoperto che il polo nord del sole aveva iniziato a spostarsi circa un anno prima del previsto.
Non c’era nessun cambiamento evidente nel polo sud.
Se questo trend continua, il polo nord potrebbe completare la sua vibrazione nel maggio 2012,e creare una struttura a quattro poli magnetici con due nuovi poli creati in prossimità dell’equatore della nostra stella più vicina.

mercoledì 25 aprile 2012

Moria delle api:il mistero risolto.


Estinzione Api : disturbo da c...
Avevamo trattato questo argomento in un precedente editoriale quando scattò l’allarme api in tutto il Mondo leggi qui e i dubbi aleggiavano tra gli scienziati. Da quando è apparso con prepotenza nel 2006 negli Stati Uniti il cosiddetto Colony Collapse Disorder (CCD), nel nostro idioma “disturbo da collasso dell’alveare”, sta provocando l’inspiegabile sparizione di miliardi di api da miele (Apis mellifera – Linneo 1758) ed il conseguente svuotamento degli alveari in tutto il mondo, un mistero scientifico che in molti hanno tentato di spiegare ma al quale solo oggi è stata data una risposta chiara e definitiva. 
Grazie ad un importante progetto di ricerca, coordinato dal professor Alex Lu del Dipartimento di Salute Ambientale della Harvard School of Public Health, è emerso con “prove estremamente convincenti” il legame tra il Colony Collapse Disorder ed un pesticida di utilizzo piuttosto comune, l’Imidacloprid.
Introdotto nei primi anni del 1990 questo insetticida di ultima generazione è un cloronicotinico neonicotinoide (dalla struttura molto simile alla nicotina) che in determinate concentrazioni non è tossico per l’uomo ed altri mammiferi, sebbene sia estremamente dannoso per gli ambienti acquatici -uccide invertebrati e alghe- e persino per gli uccelli. Utilizzato anche in colture dedicate all’alimentazione umana, negli ultimi anni è finito nel mirino dei ricercatori come uno dei responsabili della moria di api e, grazie al lavoro di Lu e del suo team, è stato definitivamente smascherato.
Secondo gli studiosi le api mellifere possono essere esposte all’imidacloprid in due modi differenti: il primo attraverso il nettare delle piante trattate ed il secondo a causa degli apicoltori che utilizzano sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio per nutrirle (negli Stati Uniti la maggior parte del mais viene fatto crescere con l’ausilio del pesticida). Gli studiosi sono giunti alle loro conclusioni monitorando nel 2010 una serie di alveari nella contea di Worcester trattati con diversi livelli di Imidacloprid: dopo 12 settimane di somministrazione tutte le api erano ancora vive, ma dopo 23 settimane in 15 dei 16 alveari trattati (il 94%) tutte le api erano o morte o scomparse.
Gli alveari esposti a concentrazioni più elevate del pesticida ne hanno subito prima le conseguenze, secondo gli studiosi totalmente in linea con quelle del Colony Collapse Disorder.
Quando gli alveari sono colpiti da malattie o parassiti si trovano molte api morte sia all’interno che all’esterno di essi, nel caso della CCD invece si trovano pochissimi corpi (il mistero della scomparsa) e gli unici superstiti sono solitamente giovani vicino alle celle col miele. La scoperta più preoccupante, secondo il professor Lu, è stata quella che per causare il crollo degli alveari sono state impiegate concentrazioni più basse di quelle utilizzate solitamente nelle colture e coltivazioni dove le api si nutrono.
Le api svolgono un ruolo biologico fondamentale e la loro scomparsa avrebbe conseguenze catastrofiche per l’intero pianeta e per la nostra specie, per queste ragioni l’utilizzo del pesticida dovrà essere rivisto e molto probabilmente cancellato, sebbene non sarà un procedimento rapido e semplice data la larghissima diffusione dell’Imidacloprid, recentemente utilizzato anche nella lotta contro il punteruolo rosso che sta distruggendo i palmeti in varie parti del mondo, Italia compresa.
I risultati dettagliati dell’importante progetto di ricerca condotto dagli studiosi della Harvard School of Public Health saranno pubblicati nel mese di giugno sul Bulletin of Insectology.
Ricordo ai visitatori di pianetablu news che su facebook è stata creata la pagina pianeta blu in cui vengono riportati gli articoli di pianetablu news ed anche altre notizie.Se la pagina è di vostro gradimento cliccate in alto a destra sul bottone mi piace e fatela conoscere anche ai vostri amici per aiutarla a farla crescere.
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martedì 24 aprile 2012

Alta velocità, rallentano i treni tedeschi, ma in Italia si accelera ancora

23 Aprile 2012

“Chi va piano va sano e va lontano”, dice il vecchio adagio popolare. Pare che in Germania gli abbiano prestato ascolto. I loro treni veloci infatti, se non proprio andar piano, dovranno perlomeno rallentare. Dagli attuali 300 chilometri orari si passerà entro breve ad un massimo di 250.
A dare l'annuncio è stato Rudiger Grube, presidente delle ferrovie tedesche, che in un'intervista al periodico Wirtschaftswoche ha dichiarato: “Per la Germania la velocità di 250 chilometri all'ora è più che sufficiente, tanto più che le tratte dove gli Ice (InterCityExpress, ndr) possono raggiungere i 300 all'ora sono solo due: Colonia-Francoforte e Norimberga-Ingolstadt”.
I motivi della scelta, dopo gli anni di progressivi aumenti della velocità voluti da Hartmut Medhorn, predecessore di Grube, sono sia economici che logistici. I treni meno veloci infatti sono meno costosi da costruire e da mantenere, e lo stesso discorso vale per le linee ferroviarie. Inoltre treni più lenti favorirebbero, a detta di Grube, sia il rispetto degli orari che quello delle coincidenze, riducendo i ritardi dovuti al traffico.
Secondo il periodico tedesco, anche la società francese Sncf sarebbe intenzionata a seguire la stessa linea, rinunciando al previsto aumento della velocità dei Tgv, che doveva passare da 320 a 350 chilometri orari.
Ciò che ha convinto i tedeschi a prendere la decisione – preceduta, a quanto riporta Grube, da accese discussioni ai vertici della società – è anche il fatto che l'aumento dei tempi di percorrenza resta nell'ordine di pochi minuti praticamente su tutte le tratte.
In un articolo sul Sole 24 Ore Andrea Malan ha calcolato quanto tempo in più impiegherebbero i treni italiani se subissero le stesse riduzioni di velocità da 300 a 250 km/h. Sulle due tratte più lunghe percorribili ad alta velocità, Tavazzano-Modena (150 km) e Roma-Napoli (200 km), l'aumento sarebbe rispettivamente di sei e otto minuti. Per andare da Milano a Roma, o viceversa, dato che non tutta la tratta è percorribile ad alta velocità, la perdita di tempo sarebbe compresa fra 5 e 10 minuti.
È evidente che parliamo di tempi irrisori, se comparati all'aumento dei costi legato alla maggiore velocità. Eppure qui da noi l'idea di ridurre la velocità non viene neppure presa in considerazione. In un paese sull'orlo del baratro, in cui si fanno tagli alla spesa pubblica, si aumentano le tasse e le accise, quello dell'alta velocità sembra restare un tabù.
Accade piuttosto il contrario: i nuovi treni commissionati da Trenitalia a Bombardier e Ansaldo Breda, secondo quanto dichiarato dall'amministratore delegato Mauro Moretti, raggiungeranno la velocità di 360 chilometri all'ora.
D'altronde si sa, ai nostri governanti piace fare le cose in grande: se dobbiamo schiantarci contro un muro, è bene farlo col piede schiacciato sull'acceleratore.
A.D.

lunedì 23 aprile 2012

Banche statunitensi si "sbarazzano" di titoli di stato italiani!


Le grandi banche statunitensi sono da mesi intente a ridurre la loro esposizione verso i paesi europei più a rischio, Italia compresa, svuotando i loro portafogli dai relativi titoli di stato, cercando così di limitare i danni in caso di improvvisi default delle economie in questione.
Bank of America e Morgan Stanley hanno rispettivamente ridotto l’esposizione totale ai titoli di Grecia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia da 11.5 miliardi a 9.8 e da oltre 3 miliardi a 2.4 con un taglio di oltre il 20%. Istituti finanziari così grandi hanno il potere di influenzare da soli il mercato e la loro scelta di scommettere sulla svalutazione dei titoli di stato dei cosiddetti “Pigs”, liberandosene di una significativa parte, ha contribuito affinché la sfiducia sul mercato aumentasse, creando un nuovo giro di speculazioni.
I titoli svalutati, infatti, hanno sì un valore inferiore, ma il loro rendimento aumenta se posto in relazione con la loro, a questo punto probabile, rivalutazione. La ruota panoramica del trading ha saputo fare anche di un momento di tale crisi un mezzo per ridurre il rischio che eventuali default delle economie europee più in flessione travasassero nei portafogli delle banche, facendo delle azioni in questione una succulenta carcassa per i, mai sazi, avvoltoi della speculazione finanziaria, rivalutando così anche il valore di quelle ancora in portafoglio.

NoiPescantina: ALLARME AEREO. Da associazione TERRAVIVA

NoiPescantina: ALLARME AEREO. Da associazione TERRAVIVA: E’ un vero e proprio allarme per l’aria la minaccia che incombe sulla nostra aria il minacciato decreto legge che il ministro dell’ambien...

 http://www.meetup.com/noi-pescantina

domenica 22 aprile 2012

Soldi e democrazia

Scandali, corruzione, in Italia la politica non gode certo di buona salute. Negli stessi giorni il mondo si interroga sul possibile esito delle elezioni francesi. Potrebbero rappresentare una svolta per l'Euro e per l'Europa, un continente segnato dalla crisi economica con la sola eccezione della Germania. E' il momento insomma di ragionare sul futuro della democrazia e sui suoi rapporti con la finanza.

Rainews24

Analisi della temperatura ( ultimi 10.000 mila anni ) dai Ghiacci della groenlandia


Pare evidente, come la temperatura terrestre, sia stata ( in passato ) notevolmente piu' calda che adesso.

venerdì 20 aprile 2012

I rimborsi economici ai partiti


"Come ho guidato la rivoluzione islandese", incontro con Hordur Torfason

Abbiamo incontrato Hordur Torfason, il cantante e attore islandese che ha organizzato i giorni delle rivolte in Islanda. È anche grazie al suo lavoro sistematico se una protesta nata in maniera spontanea, ma spesso caotica e priva di scopi, si è trasformata in un movimento capace di rovesciare il governo e le più alte cariche, chiedendo con forza l'annullamento del debito. 

 

di Andrea Degl'Innocenti - 20 Aprile 2012 

 

Hordur Torfason ha avuto una vita intensa, spesso difficile. Cantante ed attore di successo è nato e cresciuto in Islanda, fin quando nel 1975, ad appena trent'anni, è stato costretto a lasciare il paese dopo aver ricevuto minacce di morte per essersi dichiarato gay, uno dei primi a farlo apertamente in Islanda; vi è tornato anni dopo per fondare Samtökin '78, l'associazione per i diritti dei gay più importante del paese; infine ha guidato le rivolte popolari del 2008, che hanno portato alle dimissioni del governo, dei governatori della banca centrale e dell'authority di controllo finanziario.

Una vita difficile, dicevamo. Eppure, a vederlo mentre mi viene incontro assieme al marito con aria sorridente e rilassata fuori dalla stazione di Venezia, non lo si direbbe. Parla un inglese perfetto e prende molto sul serio il proprio mestiere. “L'artista ha un ruolo sociale fondamentale – mi dice più tardi – deve criticare la società, tenere gli occhi aperti verso il potere, capire la realtà e poi deve parlare con la gente, coinvolgerla, e convincerla a fare lo stesso”.
È giunto in Italia invitato dall'associazione Fare Treviso, che ha organizzato quest'anno un interessante ciclo di conferenze sul tema del debito e sui modelli economici alternativi. Nelle settimane precedenti è stato in giro per l'Europa, poi è volato in Venezuela, quindi è arrivato da noi dove ha avuto tre giorni pieni d'incontri. “Il mio compito adesso – mi spiega – è quello di andare in giro e raccontare quello che abbiamo fatto, come lo abbiamo fatto, e quando e perché. Ce n'è assoluto bisogno”.
Quando nel 2008 le tre principali banche islandesi vennero nazionalizzate ed il governo decise di socializzare i debiti, Hordur aveva già alle spalle anni ed anni di lotte sociali. Ciononostante l'avvenimento lo colse di sorpresa, come accadde all'incirca per tutti gli islandesi. “Quando arrivò la crisi, nell'ottobre 2008, non sapevo cosa stesse succedendo. Fino a pochi giorni prima ci avevano detto che eravamo una delle nazioni più ricche del mondo e d'improvviso le banche fallivano, ci ritrovavamo di colpo senza più niente”.
La rapida fine del “sogno islandese”, che nel volgere di pochi anni aveva stravolto una nazione, fatto annusare a chiunque il profumo di una ricchezza facile, a portata di mano, stava creando una rabbia diffusa. C'erano manifestazioni e qualche tafferuglio, ma tali espressioni di dissenso si concludevano generalmente nel giro di poche ore e lasciavano la situazione inalterata. Mancava organizzazione, nessuno sapeva esattamente cosa andava fatto.
“Le proteste a cui partecipai inizialmente erano prive di uno scopo, non vi era alcun tipo di controllo, solo gente che usciva di casa, gridava il proprio malcontento per strada e poi dopo un'ora tornava a casa senza aver ottenuto nulla. Ma non è così che funziona, che si ottiene qualcosa. Ho imparato, a partire dal '75, che in ciascuna cosa c'è bisogno di disciplina, di lavoro sistematico”.
Così Hordur ha deciso che si sarebbe recato di fronte al parlamento ogni giorno a mezzogiorno in punto. “Chiedevo alle persone, 'sai dirmi cosa è successo nel nostro paese? Sai dirmi cosa possiamo fare?'” Ma nessuno sapeva rispondere. “Persino i politici, che talvolta intercettavo mentre uscivano dal Parlamento, mi rispondevano che non riuscivano a capire. Loro, che erano stati eletti per guidare il paese, che erano pagati per essere competenti in materia, non si capacitavamo di quanto accadeva”.
“Così decisi di organizzare un meeting di protesta. Chiamai un po' di amici: scrittori, professori, intellettuali, artisti, e chiesi loro di venire in piazza e spiegare alla gente quello che stava succedendo”. In poco tempo, la protesta così organizzata da Hordur riuscì a coinvolgere una quantità enorme di persone, che a loro volta iniziarono a salire sul palco e tenere discorsi.
“La chiave del successo sta ne fatto che mai ho pensato di andare in piazza a dire agli altri 'questo è il mio punto di vista, è così che bisogna fare'. Piuttosto chiedevo alla gente 'cosa ci potrebbe unire tutti? Cosa vorremmo che succedesse?' Così giungemmo a decidere tre obiettivi che ci mettevano tutti d'accordo: volevamo che il governo si dimettesse, che il consiglio della Banca Nazionale (la CBI, Central Bank of Iceland ndr) si dimettesse e che si dimettessero anche i membri della authority per la supervisione monetaria”. E neanche a dirlo, ci sono riusciti.
Il resto è storia, sebbene una storia non abbastanza conosciuta, che in molti cercano di tenere nascosta.
Prima di salutarci, Hordur e il marito mi raccontano un aneddoto che rende bene l'idea della mentalità islandese, la stessa che ha reso possibile la rivolta contro il debito.
All'inizio degli anni Sessanta in Islanda si parlava molto di cambiare la guida da sinistra a destra. Il parlamento prese infine la storica decisione. Il cambiamento avvenne in una notte. Il 25 maggio 1968 gli islandesi tornarono a casa guidando a sinistra; il 26 mattina andarono a lavoro guidando a destra. Nel volgere di una notte vennero cambiati 1662 segnali stradali, tutti gli autobus furono sostituiti. L'unico incidente registrato in seguito fu la rottura di una gamba da parte di un bambino. Immagino sia il genere di cose che Hordur intende quando parla di “lavoro sistematico”.

 

 

 

 

 


mercoledì 18 aprile 2012

Entro fine mese il decreto per la trasformazione dei rifiuti in combustibile

Arriva la svolta sui combustibili solidi secondari (Css): il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ieri ha annunciato che entro il 30 aprile arriverà il decreto che farà uscire i Css dalla gestione dei rifiuti e ne stabilirà l'impiego nei processi industriali e in particolare nel settore del cemento. Si tratta del primo decreto strutturale di questo Governo per la semplificazione nella gestione dei rifiuti. In particolare il ministro ha spiegato che nel settore «il sistema normativo italiano è articolato diversamente in ogni regione. Cambiarlo equivale ad entrare in un ginepraio. Facciamo perciò il decreto sui Css e andiamo ad Accordi di programma impegnativi sia per le Regioni che per le imprese, nella convinzione che se mettiamo in moto questo processo ne risolviamo altri».

L'annuncio è arrivato proprio ieri quando Aitec-Confindustria (Associazione italiana tecnico economica cemento) ha presentato uno studio in collaborazione con Nomismaenergia da cui è emerso uno "spreco eccessivo" in discarica di materiali che potrebbero invece essere preziose fonti. Davide Tabarelli, presidente di Nomismaenergia, spiega che «in Italia ogni anno si buttano in discarica 2,5 miliardi di euro di potenziali combustibili invece che utilizzarli negli impianti industriali». «Una prassi insostenibile – interpreta il vicepresidente Aitec, Carlo Colaiacovo – oggi più che mai, considerati i danni ambientali e gli sprechi economici che ne derivano». L'uso dei Css derivati dai rifiuti urbani, in parziale sostituzione dei combustibili fossili, nelle cementerie, nelle centrali elettriche e nei termovalorizzatori per produrre energia potrebbe far risparmiare «una cifra importante in bolletta per ogni contribuente. Solo l'uso dei rifiuti come combustibile per le cementerie potrebbe portare un risparmio medio per famiglia di 40 euro l'anno in media, con picchi di 192 euro in Campania o di 146 euro nel Lazio», stima Tabarelli. È paradossale che «l'Italia, un paese che importa l'85% del fabbisogno di energia, butta via una quantità straordinaria in discarica», sostiene Tabarelli. Gli impianti italiani «possono fare molto di più - aggiunge Colaiacovo -. A parità di cemento prodotto si può arrivare a sostituire 2 milioni di tonnellate l'anno di combustibili fossili, pari al 50% di energia consumata, ottenendo una diminuzione delle emissioni di CO2 di 2 milioni e 700mila tonnellate l'anno, pari al 25% delle emissioni da combustione del settore cemento».

Ma non è tutto perché se nei cementifici, nelle centrali elettriche e nei termovalorizzatori venissero usati rifiuti urbani secondo Nomismaenergia si potrebbe «evitare l'emissione di 7,9 milioni di tonnellate di CO2 e creare oltre 10mila nuovi posti di lavoro. Oltre ad evitare l'acquisto di 3,7 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio». In Italia, infatti, ogni anno vengono prodotte 32 milioni di tonnellate di rifiuti di cui ben 21 vanno in discarica come indifferenziati.

martedì 17 aprile 2012

Test - Quanto ami la Terra?

Da Focus.it un simpatico test che mette alla prova le nostre conoscenze su alcuni temi che riguardano il nostro pianeta.

Quanta terra si sta mangiando la desertificazione? Quali sono le più curiose conseguenze dei cambiamenti climatici? Quanto tempo occorre per rigenerare tutte le risorse che sprechiamo? In attesa della Giornata Mondiale della Terra del 22 aprile testa le tue conoscenze sullo stato di salute del nostro pianeta: ecco 10 cose che potresti non sapere!

clicca qui per fare il test 

Un gigantesco meteorite farcito di cristalli dorati

Un meteorite, scoperto nel 2000 nel deserto del Gobi, in Cina, appariva dall’esterno privo di caratteristiche, ed è stato quindi tagliato in fette acquistate da collezionisti e laboratori di ricerca per alte cifre di denaro. Già, perché il valore di questo meteorite è pari a 50,00 € al grammo. Il motivo è che il meteorite diFukang, uno dei più grandi di sempre, mostra una sorprendente struttura interna di cristalli dorati. I ricercatori del Southwest Meteorite Laboratoryin Arizona, Stati Uniti, hanno dichiarato di aver ripulito una delle fette in loro possesso, rivelando una moltitudine di cristalli di un minerale chiamato olivina, immersi in una struttura di ferro-nickel. “Se messa in controluce, sembra quasi di osservare una vetrata colorata“, hanno dichiarato i ricercatori. “Si tratta di una delle scoperte meteoritiche piu’ importanti di questo secolo”, concludono i ricercatori.
http://www.meteoweb.eu

TERREMOTI ED ERUZIONI VULCANICHE. NON SOLO BENDANDI , MA ANCHE ALTRI SCIENZIATI LI CORRELAVANO CON GLI ALLINEAMENTI DI PIANETI E LUNA.


La Luna ha un’influenza anche sull’atmosfera terrestre: questo è avvalorato da molti studi approfonditi che si attuarono intorno alla metà dell’XVIII secolo da famosi studiosi che conclusero che: “La Luna non muoverebbe le acque, se prima non avesse mosso l’aria che vi è di mezzo”.
Jean Baptiste Le Rond d'Alembert

Il matematico e filosofo D’Alembert, con altri studiosi ammise l’esistenza di una marea aerea o atmosferica. La Place, fondatore della meccanica celeste, ci ha lasciato una formula che consente di calcolare le maree atmosferiche causate dalla Luna.
Le osservazioni eseguite a Parigi per la durata di 80 anni, dimostrano che tale influenza faceva oscillare il barometro di solo un 18/esimo di mm.; osservazioni poi confermate dal nostro Casoni all’Università di Bologna.
Altre influenze lunari si hanno sui terremoti, sulle eruzioni vulcaniche e sul magnetismo terrestre.
Nikola Tesla poi, era addirittura arrivato a scoprire come creare i terremoti artificialmente!
Stuart Eves della NASA
Stuart Eves, che lavora presso la NASA, dice che vi sarebbe sempre una stretta correlazione tra i terremoti che superano il quinto grado della Scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera. Il ricercatore avrebbe dimostrato che in almeno 11 casi di forti sismi tali manifestazioni si sarebbero evidenziate da 2 a 4 giorni prima del sisma. (VediQUI). La teoria di Eves è che l’acqua contenuta nelle faglie a causa delle enormi pressioni in gioco si scalderebbe moltissimo. L’ossigeno contenuto nelle rocce genererebbe una forte carica elettrica positiva che influenzerebbe la ionosfera. In seguito, la pressione genererebbe il terremoto.
Anche il Dr. Mensur Omerbashich della Cornell University, sostiene che l’allineamento dei pianeti influenza lo scatenarsi di terremoti!
SOLE E LUNA E L'INFLUENZA SULLA CROSTA TERRESTRE.
La Luna provoca anche delle maree sotterranee nel nucleo intorno alla terra supposto liquido: dall’urto di questa massa contro la crosta terrestre, avrebbero origine i terremoti.
Jacques Babinet

Il fisico francese Jacques Babinet (1794 morto nel 1872), prendendo in considerazione ben 47.790 scosse di terremoto, riscontrò che queste presentavano un massimo al perigeo ed un minimo all’apogeo con due massimi nelle sigizie (novilunio e plenilunio) e due minimi nelle quadrature (primo ed ultimo quarto). Secondo alcune ricerche, il maggior numero di terremoti si verificherebbe all’epoca del Novilunio.
Su queste probabili influenze, Olman, esprime il parere che l’attrazione della Luna sugli strati terrestri potrebbe anticipare o addirittura provocare una rottura d’equilibrio nelle rocce, i cui strati sotto la pressione causata dalla contrazione terrestre, si trovano continuamente in equilibrio instabile che tende a divenire stabile da un momento all’altro. Ne segue, che quando la terra non ha più elasticità per poter sopportare l’influenza lunare, essa finisce con il rompersi dando luogo a terremoti che coincideranno con le posizioni del Sole e della Luna. Anche recenti ricerche, dimostrano l’influenza del sole e della luna sul campo magnetico, chiamandolo magnetostrizione.L’intensa attività solare, potrebbe determinare possibili anomalie del campo magnetico terrestre e una conseguente magnetostrizione della litosfera con conseguenze critiche, nel caso il fenomeno si verificasse nel periodo di novilunio. La magnetostrizione è un fenomeno ben noto ai geologi e che consiste nella variazione di dimensione e di forma che accompagna la magnetizzazione di un ferromagnete e la sua deformazione dipende dalla direzione e dal grado di magnetizzazione. Il fenomeno è stato osservato, in particolare, nei cristalli in relazione alla loro energia di anisotropia.
LUIGI PALMIERI

Oltre che con i terremoti, si è tentato di fare un raffronto con l’attività del nostro Vesuvio e le fasi lunari. Dai documenti grafici delle più importanti eruzioni vulcaniche notturne raccolte dal dottor Luigi Palmieri, risulta che la Luna non era presente.
Il che significa che la maggior parte delle eruzioni vulcaniche avviene o nel novilunio o nel plenilunio, dato che non si vide mai un grafico con la luna falcata.
Nei lunghi periodi eruttivi avvenuti dopo l’installazione dell’Osservatorio vesuviano si è notato come i maggiori aumenti o decrementi di lava si verificano in coincidenza delle Sigizie.
Questi fatti comunque, non costituiscono un dogma.
Oggi è accertata scientificamente l’influenza della luna sul magnetismo terrestre già ipotizzata daKarl Kreil nel 1839 e successivamente messa in dubbio; ed è stato provato che ogni giorno le oscillazioni magnetiche passano per due valori minimi e due valori massimi.
Arrivando a catastrofi recenti, il 9 Marzo,  due giorni prima del devastante terremoto in Giappone il Dailymail titolava sul fatto che la luna nei giorni seguenti sarebbe stato al suo perielio con la terra…ovvero sarebbe stata vicina alla terra come mai negli ultimi 20 anni. Il dailymil si domandava… Questo evento astronomico potrebbe portare conseguenze climatiche o eruzioni vulcaniche e terremoti ? (l’articolo originale qui).
Tanto che lo stesso Dailymail il giorno del terremoto in Giappone si è chiesto se non fosse stato causato proprio dalla “supermoon” (qui).
Insomma gli elementi c’erano tutti.
Se solo “ufficialmente” la scienza non escludesse l’importanza dei pianeti nei terremoti, forse qualcosa si sarebbe potuto fare Il silenzio generale continua anche quando un grandissimo scienziato come Michio kaku, considerato una delle menti più eccelse del nostro pianeta, aveva avvertito che proprio a causa dell’allineamento planetario e le tempeste solari alcune grandi città (tra cui Tokyo) erano a gravissimo rischio sismico.
Un rischio sismico devastante.
Michio kaku

Ma allora, il discusso Raffaele Bendandi, concludendo, era un ciarlatano, come vogliono disegnarcelo la nostra casta di scienziati, o aveva veramente capito, mediante anche gli studi dei scienziati del passato, il meccanismo che regola e scatena i terremoti? Io penso che non aveva tutti i torti, ma ci sono interessi anche qui per non divulgare una verità scomoda!

Raffaele Bendandi
http://newapocalypse.altervista.org/blog/2011/06/02/terremoti-ed-eruzioni-vulcaniche-non-solo-bendandi-ma-anche-altri-scienziati-li-correlavano-con-gli-allineamenti-di-pianeti-e-luna/