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domenica 10 gennaio 2010

Pm10, Verona maglia nera del Veneto? «Nel 2010 un piano di attacco allo smog»

AMBIENTE E INQUINAMENTO. Nell’anno appena finito Verona è stata la città peggiore del Veneto per i superamenti del limite massimo consentito di polveri sottili

Verona. Un attacco a tre punte per contrastare lo smog. Al centro, un piano per collegare alla città vecchi e nuovi parcheggi in periferia, con frequenti bus navetta.

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Sulla destra il bike sharing, cioè le biciclette in affitto con la possibilità di prelevarle in 20 ciclostazioni e consegnarle in un altro punto della città. Sulla sinistra il city logistic, cioè la piattaforma logistica di scambio e utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale per limitare l'ingresso in centro di furgoni per consegnare merci ai negozi. Come dire: la migliore difesa è l'attacco.
Con un regista, il Piano dell'aria per migliorarne la qualità in città e in 17 Comuni della cintura extraurbana, e il Piano per il risparmio energetico.
È la tattica dell'amministrazione comunale per il 2010. Indicato come maglia nera fra i sette capoluoghi veneti per superamenti nel 2009 del limite massimo di polveri sottili nell'aria (Pm10) — 50 microgrammi per metro cubo d'aria superati 105 volte; oltre 35 giorni si è fuorilegge — il Comune vara una strategia per ridurre una delle cause dell'inquinamento atmosferico, cioè il traffico automobilistico.

E lo fa con un pacchetto di iniziative dell'assessorato all'ambiente, guidato da Federico Sboarina, e in collaborazione con quello alla mobilità dell'assessore Enrico Corsi, come nel caso delle tre operazioni contenute nel piano del traffico a cui l'amministrazione staa lavorando.
LA MANOVRA. Sboarina, annunciando gli obiettivi da raggiungere, premette però un commento sui dati dei superamenti di Pm10. Sottolinea anzitutto come il valore medio delle polveri nel 2009 è stato di 39 microgrammi, in continua diminuzione (nel 2005 era di 58), in linea con gli altri capoluoghi veneti, a parte Belluno (24). Ma c'è di più. «Verona ha due centraline per il rilevamento di polveri, in corso Milano e al Cason, come Padova, avendo entrambe oltre 250mila abitanti», spiega, «mentre le altre città venete ne hanno una. Ricordo però che circa il 10 per cento di giorni all'anno queste centraline non funzionano, quindi rilevano valore zero. Solo che dove ce n'è una sola fa media anche lo zero, mentre dove ce ne sono due e una sola funziona, fa media quel valore. Quindi la media si alza».
Ma veniamo alle manovre correttive. Quanto al bike sharing, in questo mese si indice il nuovo bando di gara (il primo era andato deserto) e quindi entro l'estate 250 biciclette potranno essere in funzione nelle 20 postazioni. È in via di definizione anche il bando per il city logistic, che dovrebbe individuare nella piattaforma intermodale del Quadrante Europa il punto di raccolta per scambio di merci da consegnare poi in centro, su pochi mezzi a metano.
I PIANI. E poi i parcheggi scambiatori. «Si sta predisponendo un piano integrato per collegare tutto l'anno al centro, con bus navetta ogni 10 minuti, ma anche con il bike sharing, i parcheggi della fiera, dello stadio ma anche quelli ai bastioni e tutti gli altri, per ridurre in modo significativo le entrate di auto in città. Stiamo parlando di 15-16mila posti. Da giugno il piano andrà in vigore», anticipa Sboarina, ricordando poi i fronti più ampi su cui si sta muovendo l'amministrazione, che ha proseguito anche nel 2009 appena chiuso ad assegnare contributi economici per acquistare bici elettriche, per far convertire le caldaie da gasolio/olio a metano, o le auto da benzina a gpl o metano. Ad aprile arriva il Piano dell'aria, insieme ai Comuni della cintura, che raccoglieranno con Verona le indicazioni date dall'Università di Trento per ridurre soprattutto le polveri sottili e altre forme di inquinamento.
Aderendo poi al Patto dei sindaci, iniziativa del ministero dell'ambiente che impegna il Comune a risparmiare e far risparmiare energia per contribuire a ridurre l'emissione di anidride carbonica in atmosfera, Palazzo Barbieri sta poi varando il Piano d'azione per ridurre del 20 per cento l'emissione di gas serra.
Si prosegue, così, nella politica già attuata installando i pannelli fotovoltaici sul tetto dello stadio Bentegodi, che produrranno un megawatt di energia (utile al fabbisogno annuo di 400 famiglie) e aiuteranno a non immettere in aria 550 tonnellate all'anno di anidride carbonica in aria.

Ref  http://www.larena.it/dossiers/Comunit%C3%A0/49/96/117654/