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venerdì 18 novembre 2022

I REPUBBLICANI DELLA CAMERA DEGLI STATI UNITI FANNO DELLE INDAGINI SU BIDEN, SULL’INTERA FAMIGLIA E SUI LORO AFFARI INTERNAZIONALI

 



I REPUBBLICANI DELLA CAMERA DEGLI STATI UNITI FANNO DELLE INDAGINI SU BIDEN, SULL’INTERA FAMIGLIA E SUI LORO AFFARI INTERNAZIONALI 

WARRIORS💥Di seguito il succo (di cui video sopra)

👇👇👇
questa è un'indagine su Joe Biden presidente degli Stati Uniti e perché ha mentito al popolo americano per la sua partecipazione agli affari internazionali di tutta la sua famiglia.

perseguiremo tutte le strade che sono state a lungo ignorate.
repubblicani hanno scoperto prove di crimini federali commessi dai membri della famiglia del presidente questi includono:

📌COSPIRAZIONE O FRODE NEGLI STATI UNITI
📌FRODE TELEMATICA 
📌ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA A COMMETTERE FRODE TELEMATICA
📌VIOLAZIONE DELLA LEGGE SULLA REGISTRAZIONE DEGLI AGENTI STRANIERI
📌VIOLAZIONI DEL FOREIGN CORRUPT PRACTICES ACT 
📌VIOLAZIONI DELLA LEGGE SULLA PROTEZIONE DELLE VITTIME DELLA TRATTA
📌EVASIONE FISCALE
📌RICICLAGGIO DI DENARO
📌ASSOCIAZIONE A DELINQUERE
📌RICICLAGGIO DI DENARO

ulteriori indagini riportano un'ampia gamma di crimini:
dalla tratta di esseri umani a potenziali violazioni della costituzione 

FONTE ---> https://t.me/DIGITAL_WARRIORS_ITA


mercoledì 12 ottobre 2016

USA - Voter identification laws by state

 Voter identification laws by state


Election Policy Logo.png

Voting policies in the U.S.
Voter ID laws
Voting by state
Election dates
Election terms

WHAT'S ON YOUR BALLOT?
Public Policy Logo-one line.png
In recent years, state legislatures across the country have implemented voter identification laws. These laws require voters to present some form of identification at the polls. In some cases, the required identification must include a photo. Voter identification is a hotly contested electoral policy issue. Proponents maintain that voter identification requirements are necessary in order to prevent voter fraud and protect election integrity. Critics, meanwhile, contend that voter fraud is very rare and identification requirements effectively disenfranchise some Americans, including racial minorities, the elderly, and the disabled.
HIGHLIGHTS

  • As of August 2016, 31 states enforced voter identification requirements. A total of 16 states required voters to present photo identification, while 15 accepted other forms of identification.

  • Commonly accepted forms of ID include driver's licenses, state-issued identification cards, and military identification cards.

  • Requirements come in two general forms: strict and non-strict. Under strict requirements, a voter who does not possess the required form of identification may be required to cast a provisional ballot. Under non-strict requirements, a voter who does not have the necessary identification may still vote without casting a provisional ballot.
  • Navigate to the tabs below to learn more about voter identification laws.
    Note: The map below displays only those states that require already-registered voters to present identification at the polls on Election Day. Federal law requires a new registrant to provide either a driver's license number or the last four digits of his or her Social Security number at the time of registration.
    ref.https://ballotpedia.org/Voter_identification_laws_by_state#tab=Details_by_state
    NOTA:
    In Sedici stati, dove abita il 38 per cento della popolazione, non chiedono  alcun documento di identità a  chi si presenta al voto; in altri dove abita il 16% dei cittadini, si può esibire un documento senza foto. Così si vota nella Nazione che dà lezioni di  democrazia al mondo. Tratto da http://www.maurizioblondet.it/trump-vinto-brutto/

    sabato 28 novembre 2015

    FORMER DRONE OPERATORS SAY THEY WERE “HORRIFIED” BY CRUELTY OF ASSASSINATION PROGRAM Murtaza Hussain

    U.S. DRONE OPERATORS are inflicting heavy civilian casualties and have developed an institutional culture callous to the death of children and other innocents, four former operators said at a press briefing today in New York.

    martedì 24 novembre 2015

    Usa: crash in arrivo grazie alla Fed. Farà impallidire crisi 2008 di Laura Naka Antonelli


    Grazie alla Fed, l’economia americana è prossima a soffrire un crash di una intensità tale, da far apparire la crisi finanziaria del 2008 un semplice esercizio di riscaldamento. E’ la previsione elaborata dall’esperto di finanza Peter Schiff  e comunicata in occasione di un convegno presso l’Hillsdale College, università che ha sede a Hillsdale, Michigan, Stati Uniti-

    sabato 29 agosto 2015

    ISIS: alto funzionario Irakeno dichiara che gl USA & GB riforniscono di armi quelli dell' ISIS

    Abbiamo due armi formidabili: diffidenza e ironia. La prima serve a neutralizzare il monopolio dell’informazione. Significa cercare continuamente altre fonti e altri riscontri senza bere tutte le scemenze ufficiali. La seconda tende a ridimensionare anche quella che può sembrare la realtà. Perché la verità non è più la vittima del primo colpo di fucile: non esiste più.

    sabato 16 luglio 2011

    Gli Stati Uniti spendono ogni anno in armamenti circa 10 volte più di ogni altro Paese, pari a circa 680 miliardi di dollari (dato 2010).


    Un «portafoglio globale di proprietà immobiliari»: 539mila edifici e altre strutture distribuite in 5579 siti militari. Lo possiede il Pentagono, il più grande proprietario immobiliare del mondo. Con questa statistica si apre l’ultimo inventario delle basi militari (Base Structure Report 2009), pubblicato dal dipartimento Usa della difesa

    La crisi economica non lo tocca: il presidente Obama ha appena autorizzato un ulteriore aumento del bilancio base del Pentagono, che nell’anno fiscale 2010 (iniziato il 1° ottobre scorso) viene portato a oltre 680 miliardi di dollari, compresi 130 per le guerre in Iraq e Afghanistan che presto saranno aumentati. Si aggiungono 113 miliardi per i militari a riposo e altre spese di carattere militare, che portano il totale a circa un quarto del bilancio federale.
    Oltre un quinto delle proprietà immobiliari del Pentagono si trova all’estero, in 716 basi e altre installazioni distribuite in 38 paesi, dodici dei quali europei. Nell’inventario ufficiale non figurano però altre basi in Europa, come quelle in Kosovo e Romania. In Italia il Pentagono possiede 1430 edifici, con una superficie complessiva di 830 mila m2, più quasi altrettanti in affitto o concessione. Essi sono distribuiti in 42 siti principali, cui se ne aggiungono 41 minori portando il totale a oltre 80. I siti delle forze armate Usa in Italia sono molto meno di quelli in Germania (235). Stanno però acquistando crescente importanza nel «riallineamento» strategico effettuato dal Pentagono, che sta ridislocando le proprie forze dall’Europa centrale e settentrionale a quella meridionale e orientale, per proiettarle più efficacemente in Medio Oriente, Africa e Asia centrale.
    In tale quadro la 173a brigata, di stanza a Vicenza, è stata trasformata in squadra di combattimento formata da più battaglioni, potenziando il suo ruolo di unica «forza di risposta rapida» aviotrasportata del Comando europeo degli Stati uniti. Da qui la decisione di creare un’altra base Usa nell’area dell’aeroporto Dal Molin. Sempre a Vicenza è stato installato lo U.S. Army Africa (Esercito Usa per l’Africa), trasformando la Forza tattica nel Sud Europa in componente terrestre del Comando Africa (AfriCom), il cui quartier generale è a Stoccarda.
    E’ stata allo stesso tempo potenziata Aviano, una delle principali basi delle Forze aeree Usa in Europa, che dispongono di 42mila uomini e centinaia di aerei distribuiti in cinque basi principali e in altre 80 località. Ad Aviano è dislocato il 31st Fighter Wing, l’unico stormo di cacciabombardieri Usa a sud delle Alpi, composto di due squadriglie di cacciabombardieri F-16. Esso dispone anche di bombe nucleari, depositate ad Aviano e Ghedi Torre.
    In questo potenziamento cresce il ruolo di Camp Darby, la base logistica che rifornisce le forze terrestri e aeree Usa nell’area mediterranea, africana, mediorientale e oltre. È l’unico sito dell’esercito Usa in cui il materiale preposizionato (carrarmati M1, Bradleys, Humvees) è collocato insieme alle munizioni: nei suoi 125 bunker vi è l’intero equipaggiamento di due battaglioni corazzati e due di fanteria meccanizzata. Vi sono stoccate anche enormi quantità di bombe e missili per aerei, insieme ai «kit di montaggio» per costruire rapidamente aeroporti in zone di guerra. Questi e altri materiali bellici possono essere rapidamente inviati in zona di operazione attraverso il porto di Livorno e l’aeroporto di Pisa. Da qui sono partire le bombe usate nelle guerre contro l’Iraq e la Jugoslavia. Inoltre, come documenta Global Security, il 31° squadrone di munizionamento della base è responsabile di due depositi classificati situati in Israele, una succursale di Camp Darby le cui bombe sono state usate dalle forze israeliane nella guerra contro il Libano e nell’operazione «Piombo fuso» contro Gaza. Tale capacità non è però più sufficiente a Camp Darby: ha quindi necessità di velocizzare i collegamenti con il porto di Livorno attraverso il Canale dei Navicelli e di accrescere la capienza dei depositi. In questo viene aiutata validamente dalla Regione Toscana e dai sindaci di Pisa e Livorno, i quali «dimenticano» che i rispettivi consigli comunali, e anche la Provincia di Pisa, hanno approvato nel 2004-2007 mozioni per «la dismissione e la riconversione a usi esclusivamente civili di Camp Darby» (come chiede da anni il comitato formatosi ad hoc).
    Stessa situazione a Napoli, dove già era stato trasferito da Londra il comando delle forze navali Usa in Europa. Ora vi è stato installato anche quello delle forze navali AfriCom. L’ammiraglio Mark Fitzgerald è così, allo stesso tempo, comandante delle forze navali Usa in Europa, della forza congiunta alleata e delle forze navali AfriCom. Un ruolo sempre più importante svolge anche la base aeronavale di Sigonella: con due centri di rifornimento della U.S. Navy fuori dal territorio americano, dalla quale opera una forza speciale Usa per missioni segrete in Africa, insieme a una delle tre stazioni terrestri (le altre due sono in Virginia e nelle Hawaii) della rete di telecomunicazioni satellitari GBS, gestita dal 50th Space Communications Squadron, responsabile delle telecomunicazioni spaziali della U.S. Air Force. Sempre a Sigonella verrà installato l’Ags, un sistema di «sorveglianza» Nato, finalizzato non alla difesa del territorio dell’Alleanza ma al potenziamento della sua capacità offensiva «fuori area». Come se ciò non bastasse, nella vicina Niscemi, dove già sono in funzione 41 antenne del centro trasmissioni Usa dipendente dalla Navcomtelsta Sicily di Sigonella, saranno installate tre grandi parabole satellitari (18 metri di diametro) del Muos (Mobile User Objective System), il sistema di telecomunicazioni satellitari di nuova generazione della U.S. Navy. La stazione, una delle quattro su scala mondiale (altre due sono negli Usa e una in Australia), permetterà di collegare - con comunicazioni radio, video e trasmissione dati ad altissima frequenza - le forze navali, aeree e terrestri mentre sono in movimento, in qualsiasi parte del mondo si trovino.
    L’Italia è certo destinata a svolgere un importante ruolo anche nel nuovo piano dello «scudo» antimissili, che gli Usa vogliono estendere all’Europa. Lo ha annunciato il segretario alla difesa Robert Gates. Nel presentare il nuovo «scudo», basato non su strutture fisse ma su sistemi mobili di missili SM-3 all’inizio a bordo di navi, ha scritto sul New York Times: «La seconda fase, che diverrà operativa attorno al 2015, prevede la dislocazione di missili SM-3 potenziati sul terreno in Europa meridionale e centrale». È praticamente certo che essi saranno dislocati nel meridione d’Italia, soprattutto in Sicilia.
    Le basi in Italia (al cui costo il nostro paese contribuisce nella misura di circa il 40%) servono quindi non solo alla «proiezione di potenza» statunitense verso sud e verso est, ma svolgono sempre più funzioni di carattere globale nella strategia Usa. Queste basi (cui si aggiungono quelle Nato sempre sotto comando Usa) dipendono dalla catena di comando statunitense e sono quindi di fatto sottratte ai meccanismi decisionali italiani: quando e come vengono usate dipende non da Roma ma da Washington.
    Tratto da Il Manifesto