Un nuovo studio statunitense ha scoperto che l'inquinamento dell'aria uccide circa 4.000 persone cinesi al giorno. Ma quali sono i principali cause e che cosa sta facendo Pechino per affrontare la questione?
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mercoledì 19 agosto 2015
martedì 10 gennaio 2012
Rifiuti tossici sotto l’autostrada Valdastico: la ditta trevigiana si difende
Sono dei rifiuti tossici quelli che si trovano sotto l’autostrada Valdastico, a sud di Vicenza, l’autostrada che andrà a collegare Vicenza e Rovigo. Una vicenda che sta suscitando allarme e sulla quale indaga anche la procura antimafia. Precisamente si tratta di scarti di fonderia, i quali contengono metallo pesante pericoloso anche per la salute umana. I rifiuti infatti raggiungono iterreni e la falda acquifera e proprio in questo modo entrano a far parte della catena alimentare. Si era riscontrata una certa acidità nell’acqua dei canali, che aveva fatto sospettare.
Il ruolo della ditta trevigiana Mestrinaro
A cura di Gianluca Rini
La vicenda si fa sempre più complessa, anche per il coinvolgimento, in seguito ad un esposto presentato da un avvocato a Brescia, della ditta trevigiana Mestrinaro. Nell’esposto dell’avvocato sono citati anche alcuni testimoni, i quali avrebbero visto l’arrivo di camion nella notte, che vanno a scaricare una grande quantità di materiali. Alcuni di questi camion, sempre secondo i testimoni, portano l’insegna della Mestrinaro.
La replica della ditta Mestrinaro
A cura di Gianluca Rini
La ditta coinvolta in questo presunto traffico illecito di rifiuti tossici si difende, mediante una replica molto chiara, che arriva dai legali dell’azienda. In sostanza si afferma che la ditta ultimamente non sia stata fornitrice di materiali per i lavori che interessano l’autostrada Valdastico, quindi è impossibile un suo coinvolgimento.
Ecco che cosa ha detto il legale rappresentante della Mestrinaro a questo proposito:
“Non abbiamo notizia di alcuna indagine a nostro carico per lavori relativi alla Valdastico Sud e non abbiamo negli ultimi due anni fornito materiali per quei cantieri, quindi escludiamo di poter essere chiamati a rispondere quali fornitori di materiale non conforme.”
Una replica difensiva molto chiara quindi, che punta sul rispetto della legge e sull’esclusione da qualsiasi traffico illecito di materiali pericolosi, che si era ipotizzato e sul quale si stanno effettuando ancora delle indagini.
Come si spiega la mancata tutela ambientale?
Restano ancora quindi tanti punti oscuri da chiarire, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di attuazione di una serie tutela ambientale, il cui impatto è difficile da calcolare, ma non è certo trascurabile.
L’intervento di Legambiente
Pensare alla sostenibilità ambientale significa anche tenere conto di quanto sia importante evitare la dispersione di rifiuti pericolosi nell’ambiente, perché il tutto potrebbe avere delle conseguenze notevoli per quanto riguarda l’intero ecosistema, coinvolgendo in primo luogo anche gli uomini che dell’ecosistema stesso fanno parte.
Per questo sulla questione dei rifiuti tossici presso la Valdastico è intervenuta anche Legambiente. In particolare sulla vicenda ha fatto sentire il suo parere Valentina Dovigo del circolo dell’associazione ambientalista di Vicenza, la quale ha sottolineato la necessità di chiarire in maniera repentina tutte le eventuali responsabilità attribuibili in relazione ai rifiuti pericolosi.
L’intervento in nome della sicurezza ambientale
Valentina Dovigo ha chiarito che si tratta di una questione di sicurezza ambientale. Ecco le sue parole:
“Se si è verificato che nel corso dei lavori di realizzazione della Valdastico Sud in alcuni tratti sono stati usati residui ferrosi contenenti metalli pesanti con valori superiori ai limiti di legge, è necessario in primis fermare il prosieguo dei lavori e controllare a tappeto tutto il tracciato, non per una questione ideologica ma per una questione di salute dei cittadini e di sicurezza ambientale. Non conosciamo per il momento la portata del possibile inquinamento e del conseguente danno da esso provocato.”
Della stessa opinione anche Gigi Lazzaro, il presidente regionale di Legambiente, che invita a far chiarezza sulla questione, mettendo da parte, se necessario, anche gli interessi economici. Il presidente della nota associazione ambientalista si augura che vengano effettuati subito gli adeguati controlli.
L’inizio della vicenda
Tutto è cominciato durante il mese di giugno scorso, quando il cane di un uomo del luogo, dopo aver bevuto da uno dei canali scavati vicino alle costruzioni, è morto a causa di una probabile perforazione dell’intestino. Deve essere stato proprio l’alto tasso di acidità dell’acqua a provocare la fine dell’animale.
Gli scarti industriali fra le coltivazioni
E non poteva essere nient’altro che scarti di lavorazione industriale sparsi fra le coltivazioni, soprattutto quelli di granoturco, con i relativi canali di irrigazione contaminati dal cromo. Di notte sono arrivati i camion a scaricare il materiale industriale, di giorno le ruspe hanno pensato a spianare il tutto.
Nello specifico sono state coinvolte nelle indagini la Locatelli e la Serenissima Costruzione. La prima azienda è implicata anche nel caso dei rifiuti tossici nei cantieri dell’autostrada Brebemi.
Da dove vengono i camion
A quanto pare i camion che vanno a scaricare i loro scarti nei cantieri dell’autostrada Valdastico hanno delle targhe del sud, di Crotone e di Napoli e riportano le insegne di una ditta trevigiana coinvolta in un traffico di rifiuti. C’è il sospetto che alcuni portino dei rifiuti industriali da un vecchio stabilimento chimico.
Le indagini tuttavia hanno permesso di scoprire che nella vicenda avrebbe un ruolo di primo piano anche l’acciaieria Beltrame spa, che si trova vicino a Vicenza.
martedì 19 luglio 2011
LAGO DI GARDA: INTERVENIRE SUBITO PER RIPARARE LA FALLA DEL COLLETTORE IN LOCALITA' PUNTA SAN VIGILIO.
18 Luglio 2011 - di Annamaria Schiano
Garda: l’immersione subacquea di un appassionato porta alla luce la stessa falla segnalata nel 2010. Ags interviene per tappare la fuoriuscita di reflui.
Un riversamento dal tubo del collettore di reflui è stato trovato a circa un centinaio di metri dal porticciolo di Punta San Vigilio. Attraverso il buco di un centimetro vengono versati dai cinque ai seimila litri al giorno di fognatura nel lago. Secondo Ags, l’azienda gardesana servizi, società pubblica che ne gestisce il funzionamento, è un danno di piccole proporzioni in quanto “sei mila litri – spiegano i tecnici di Ags - corrispondono a sei metri cubi, quando da quel tubo transitano ogni giorno 22mila metri cubi di reflui ”. Sarà anche poco, ma fatti quattro calcoli, lo sversamento si attesta intorno ai due milioni di litri all’anno. E il calcolo non è fatto a caso, in quanto è dall’anno scorso che si sta cercando una falla in quel tratto di collettore, poiché già nel settembre 2010, Ags aveva ricevuto la stessa segnalazione da Silvano Fedrigo, un idraulico con la passione della pesca subacquea in apnea. I sub incaricati dall’azienda allora avevano cercato per giorni la falla senza mai trovarla. Fino a quando la scorsa settimana, sempre Fedrigo, facendo subacquea nei dintorni, ha di nuovo notato una buca sul fondo con tutti pesciolini che ci giravano attorno, distante una ventina di metri da quella dell’anno scorso. “Questa volta però sono andato lì - precisa Fedrigo - e ci ho messo il dito dentro. La perdita dell’anno scorso sono sicuro di averla vista, anche perché c’era mio figlio insieme ed entrambi abbiamo visto la grossa buca scavata sul fondo dalla pressione della fuoriuscita di reflui. Ed era molto più grande di quella trovata adesso”.
Il direttore di Ags, Alberto Ardieli, assicura che nel giro di pochi giorni il buco sarà tappato. “Interverremo con un bullone rovescio, che entra e si apre e blocca così l’uscita dell’acqua nera. E’ un foro piccolo di un centimetro di diametro, vicino ad una saldatura. Potrebbe quindi trattarsi di un difetto del tubo di acciaio, come di una bolla in fase di fusione, che poi con la corrosione si è aperta”. Ardieli assicura anche che “la pressione è molto modesta e che non c’è inquinamento diffuso. Come del resto non era emerso nulla di anomalo neanche l’anno scorso, quando abbiamo eseguito dei prelievi dell’acqua del lago, per cercare di capire se c’era lo sversamento”. A localizzare il punto esatto dove si trova il buco lo spiega il geometra Signorini di Ags. “A ottanta metri dall’uscita della galleria che passa sotto San Vigilio e che congiunge l’impianto di sollevamento di Brancolino con Cisano”. Il “tubo” infatti, trasporta le fognature provenienti dall’alto lago e all’altezza di Brancolino, vi si innesta l’altra condotta proveniente da Toscolano Maderno, che porta i reflui della sponda bresciana. Il tutto poi prosegue in un unico tubo fino al depuratore di Peschiera. “Il calcolo sulla fuoriuscita di San Vigilio- spiega Signorini - è fatta grosso modo, perché è difficile farne una quantificazione esatta. Come non possiamo sapere da quanto tempo è in essere la falla”. Curioso rimane il fatto che il buco sia stato trovato proprio dalla stessa persona che aveva già segnalato la perdita nello stesso posto un anno fa.
Fedrigo infatti non ha mai digerito che non si fosse trovata quella falla: “Io sono sicuro che c’era – dichiara Fedrigo - ma incredibilmente non siamo più riusciti a ritrovarla. I tecnici Ags avevano fatto ogni tipo di ricerca e io sono anche passato per visionario”. Viene da pensare che in quel tratto, il tubo del collettore sia ormai altamente usurato, con buchi che nascono e scompaiono come per magia.
lunedì 11 luglio 2011
Roundup --- > “Il diserbante più venduto al mondo causa malformazioni genetiche. E l’Ue non fa nulla”
E' la denuncia di un rapporto realizzato da un gruppo internazionale di scienziati dell’ong Earth Open Source. Sotto accusa l'erbicida Roundup della Monsanto, usato anche in giardini pubblici e scuole. "La Commissione europea non ha mai preso provvedimenti contro "Il diserbante della Monsanto, "Roundup". L’industria agro-chimica e la Commissione europea sanno da almeno trent’anni che Roundup, il diserbante dell’americana Monsanto più venduto al mondo, contiene il glifosato: un “erbicida totale” che, come dimostrato da ricerche condotte in mezzo mondo, causa malformazioni genetiche nei feti degli animali da laboratorio.
E’ questa la denuncia di un nuovo rapporto realizzato da un gruppo internazionale di scienziati dell’Earth Open Source (Ong britannica che mira alla condivisione di informazioni con lo scopo di “assicurare la sicurezza alimentare preservando la Terra”), che accusa le istituzioni europee di avere colpevolmente tenuto nascosto alla popolazione i potenziali rischi legati al diserbante Monsanto, largamente utilizzato anche nei giardini delle scuole o ai lati delle strade pubbliche già dagli anni ’90.
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