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martedì 28 ottobre 2025

Bitcoin BIP‑444: la proposta che vuole fermare gli abusi… tagliando il protocollo

 



Nel cuore dell’autunno 2025, mentre Bitcoin Core si stabilizzava dopo l’aggiornamento alla versione 30, una nuova proposta ha acceso il dibattito. Si chiama BIP-444 e, come spesso accade nel mondo Bitcoin, è nata da un account pseudonimo. Ma non si tratta di un aggiornamento tecnico qualsiasi: è un intervento che tocca il nucleo filosofico della rete.

L’obiettivo? Limitare temporaneamente alcune tipologie di transazioni considerate rischiose. Non per migliorare le prestazioni o aggiungere funzioni, ma per prevenire usi impropri del protocollo. Una misura definita “chirurgica”, ma che solleva domande di fondo: può davvero Bitcoin permettersi un divieto, anche temporaneo?


Il contesto: dai dati arbitrari ai rischi legali

Con Bitcoin Core v30 è stato rimosso il limite di 80 byte del campo OP_RETURN. Questa scelta ha reso possibile incorporare nella blockchain praticamente qualsiasi tipo di dato: immagini, documenti, perfino file NFT.

Per alcuni, un passo verso la libertà assoluta dell’informazione. Per altri, una falla potenzialmente pericolosa.
Chi gestisce un nodo Bitcoin conserva una copia completa di ogni transazione. Se tra queste dovessero circolare materiali illegali — come contenuti CSAM — ogni nodo finirebbe per conservarli e trasmetterli, esponendo l’operatore a rischi legali concreti.

È da qui che nasce BIP-444: dal tentativo di proteggere la rete da un pericolo non tecnico, ma giuridico.


Cosa prevede BIP-444

La proposta introduce sei restrizioni mirate, valide per circa un anno, fino al blocco 987 424. L’obiettivo è ridurre la possibilità di incorporare dati non transazionali nella blockchain, senza stravolgere le basi del protocollo.

  • Limite di 34 byte per gli script di uscita. Le transazioni con script più lunghi verrebbero respinte.

  • Riduzione di OP_PUSHDATA a 256 byte. Un modo per impedire il caricamento di file o immagini in un solo comando.

  • Rifiuto delle witness version non definite. Tutte le versioni non ufficialmente supportate sarebbero considerate invalide.

  • Merkle tree Taproot con massimo 128 foglie. Si riduce la complessità dei contratti e delle logiche annidate.

  • Eliminazione di OP_IF e OP_NOTIF in Tapscript. Gli script condizionali, usati anche per NFT e Ordinals, diventano temporaneamente non validi.

  • Scadenza automatica. Dopo un anno, le limitazioni decadono, salvo nuove decisioni della comunità.

L’idea è chiara: comprare tempo. Limitare la superficie d’attacco, evitare responsabilità legali e discutere con calma una soluzione duratura.


Le voci in campo

L’autore del documento è Dathon Ohm, figura nuova e misteriosa. Tuttavia, molti hanno intravisto dietro la proposta l’influenza di Luke Dashjr, uno degli sviluppatori storici di Bitcoin Core e da sempre critico verso l’uso “creativo” di Taproot.

Dashjr ha definito la BIP-444 una misura “semplice ma sufficiente”. Ma non tutti condividono questa visione.
Peter Todd ha dimostrato quanto sia facile aggirare i limiti, inserendo l’intero testo della BIP in una transazione conforme.
Jameson Lopp ha ricordato che i nodi rispettano regole di consenso, non leggi locali.
E BitMEX Research ha segnalato un rischio opposto: che proprio la paura di dati illegali spinga attori malevoli a caricare contenuti vietati per forzare una reazione della rete.


Neutralità o autodifesa?

Il vero dibattito non è tecnico, ma concettuale.
Bitcoin è un protocollo neutrale, che giudica le transazioni solo per la loro validità, non per il contenuto. Ma se il contenuto può generare responsabilità penali, la neutralità diventa vulnerabile.

BIP-444 cerca un equilibrio temporaneo tra libertà e sicurezza.
Non promette soluzioni definitive, ma invita la comunità a riflettere su un punto chiave: fin dove può spingersi l’autonomia di un sistema decentralizzato, prima di scontrarsi con le leggi del mondo reale?


Uno spartiacque, non una sentenza

La BIP-444 non cambia Bitcoin per sempre, ma segna una soglia di maturità.
Rivela quanto sia sottile la linea tra proteggere la rete e snaturarla.
E ricorda che anche in un protocollo nato per essere senza padroni, ogni decisione collettiva è, in fondo, una scelta politica.


FAQ

1. Cos’è la BIP-444 in sintesi?
È una proposta che limita temporaneamente alcune funzionalità di Bitcoin per ridurre il rischio di inserimento di dati illegali nella blockchain.

2. Quanto dureranno le restrizioni?
Circa un anno, fino al blocco 987 424, salvo nuove decisioni della comunità.

3. Cosa cambia per gli utenti comuni?
Nessun impatto per chi effettua transazioni normali. Le modifiche riguardano principalmente chi usa script avanzati o funzioni di Taproot.

4. Perché alcuni sviluppatori la criticano?
Temono che stabilisca un precedente contro la neutralità del protocollo e che sia tecnicamente aggirabile.

5. È obbligatorio adottare la BIP-444?
No. Come ogni soft fork, richiede consenso tra gli operatori di nodi e miner. La sua applicazione dipende dal livello di adozione nella rete.

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