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martedì 10 novembre 2009

La cementificazione della VALPOLICELLA: Una domanda per PESCANTINA

Il nostro territorio cementificato !

Il consumo di territorio, in particolare nell'ultimo decennio, ha assunto proporzioni preoccupanti ed una estensione devastante. In questo periodo tutta la Valpolicella ( e pescantina non è da meno ! ), ha seguito i passi di un'urbanizzazione ampia, soprattutto rapida e per certi aspetti " ingombrante ". Le aree destinate ad edilizia private e zone industriali, hanno fatto da traino ad opere di viabilità sempre piu' importanti ( strade, rotonde ), favorendo il traffico cittadino ed un decadimento, a volte, della qualita' della vita ( smog, inquinamento atmosferico ed acustico, stress da parcheggio ).

 

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Il consumo di suolo molto spesso si traduce in spreco e non in reddito, sono diverse le zone dove sorgono capannoni vuoti , ed altre in cui vi sono case sfitte o non vendute. La cementificazione riscalda l'aria e pone problemi seri di approvvigionamento idrico delle falde e sembra non portare, come un tempo, a benefici tangibili, ne sull'occupazione ne' tantomeno sulla qualità della vita dei cittadini, che anzi tende a degradare !.

La scelta della salvaguardia del territorio dovrebbe essere tra i punti primari di tutti gli amministratori e le amministrazioni cittadine, mentre, la tutela del territorio, a volte è subordinata a logiche speculative / finanziarie: si permette la svendita di un patrimonio collettivo che è di tutti ( il territorio ) e lo si baratta con centri residenziali che chiamano servizi, nuovi spazi, parcheggi, cemento e cosi all'infinito !

Non credo sia piu' corretto, ad oggi, parlare di quartieri dormitori, ma bensi di paesi dormitorio, che si svuotano la mattina presto ( una persona per ogni macchina ) intasando le poche strade di scorrimento , verso le statali o la tangenziale , per rianimarsi la sera, al rientro.

La domanda mi sorge spontanea: i legislatori e gli amministratori possono fare scelte diverse e seguire strade alternative ? possono cioè ispirarsi al principio del risparmio del suolo, invece che alla sua distruzione ? possono focalizzare l'attenzione sulla ricostruzione e ristrutturazione energetica del sistema edilizio esistente, invece di distruggere il paesaggio che è l'unica risorsa e patrimonio di tutti ?
Molti amministratori dovrebbero considerare, prima di decidere, anche gli interlocutori assenti: le generazioni future e nostri figli !

Andrea Belvedere