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mHC:Manifold-Constrained Hyper-Connections: perché la stabilità diventa architettura

  Negli ultimi anni la crescita dei modelli di intelligenza artificiale ha seguito una traiettoria chiara: più parametri, più capacità, più generalità. Meno chiaro è stato il prezzo pagato lungo questa traiettoria: instabilità interna. Le allucinazioni non sono un bug semantico. Sono un problema strutturale. Quando un modello cresce, il modo in cui l’informazione attraversa i suoi strati diventa fragile. Non perché manchi conoscenza, ma perché il segnale si degrada, si amplifica o si disperde mentre avanza. Il paper pubblicato dal team DeepSeek affronta questo nodo intervenendo dove il problema nasce davvero: nell’architettura dei flussi informativi. Non nei dati. Non nel prompting. Nella geometria interna del modello. Il punto di partenza è noto. I modelli deep sono catene di trasformazioni: ogni layer riceve un segnale, lo modifica e lo passa avanti. Per evitare che l’informazione “si perda per strada”, l’industria ha introdotto da tempo le residual connections , scorciato...
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Criptovalute: la privacy come promessa tecnica

  La privacy, nel lessico delle criptovalute, non è mai stata un valore assoluto. È sempre stata una proprietà emergente, dipendente dal comportamento degli utenti, dalle scelte di design del protocollo e, soprattutto, dal modo in cui le transazioni vengono osservate. L’idea che una blockchain pubblica potesse garantire anonimato era sostenibile solo in una fase iniziale, quando il volume dei dati era ridotto e gli strumenti di analisi ancora rudimentali. Oggi quella fase è chiaramente superata. Il lavoro di ricerca presentato nella tesi di Haaroon M. Yousaf, discussa presso University College London , parte proprio da questo punto: non chiedersi se le criptovalute siano private in astratto, ma fino a che punto lo siano operativamente , quando inserite in un ecosistema reale fatto di scambi, incentivi e abitudini ripetitive . Bitcoin, come è noto, non è mai stato anonimo. È pseudonimo. Gli indirizzi non portano un nome, ma i legami tra indirizzi sono spesso sufficienti a ricostru...

World Ahead 2026: leggere i segnali di un anno instabile

  La copertina The World Ahead 2026 di The Economist non funziona come una previsione. Funziona come una mappa. Non racconta cosa accadrà, ma dove guardare. Missili, joystick , valute , container , satelliti , grafici. Tutto orbita intorno a un pianeta solo, sovraccarico, senza margini. L’immagine suggerisce un sistema globale che ha perso la capacità di isolare gli eventi. Ogni scossa si propaga. Ogni decisione genera attrito altrove. Il punto non è che il 2026 sarà instabile. Questo è già noto. Il punto è che sarà leggibile, ma solo per chi sa riconoscere i segnali. Il mondo rappresentato non ruota più su un asse principale. Ne ha diversi, simultanei. Economia, sicurezza, tecnologia non sono più domini separati, ma componenti dello stesso circuito nervoso. Un attacco informatico non è solo un fatto tecnico. È un evento finanziario. Un problema di supply chain non è più solo logistico. Diventa politico. Le crisi non si sommano: si innescano a vicenda. Questo spiega la s...

L’accesso prima del giudizio: perché le persone chiedono tutto alle AI

C’è un punto che continua a sfuggire nel dibattito pubblico sull’uso delle intelligenze artificiali : non riguarda la qualità delle risposte, ma la struttura delle alternative. Il problema non è se le persone chiedano troppo alle AI . Il problema è perché lo fanno. Nel corso del 2025 questo scarto è diventato evidente. Non perché i modelli siano improvvisamente diventati infallibili, ma perché il contesto in cui operano è cambiato più velocemente delle categorie con cui lo giudichiamo. L’uso “sensibile” delle AI — medico, legale, psicologico, educativo — non nasce da un entusiasmo ingenuo. Nasce da una scarsità strutturale che precede l’AI e che l’AI rende visibile. Dire “vai dal medico”, “vai dall’avvocato”, “vai dallo psicologo” presuppone che quell’accesso sia disponibile. Economicamente, logisticamente, temporalmente. Ma per una parte della popolazione questa condizione non è data. L’alternativa reale non è tra l’esperto umano e l’algoritmo. È tra l’algoritmo e il vuoto. Questa...

Argento: quando i mercati non guardano tutti la stessa ora

 Negli ultimi giorni il prezzo dell’argento non è semplicemente salito. Ha smesso di muoversi in modo sincronizzato. Mentre a New York le contrattazioni erano sospese per le festività, in Cina il mercato ha continuato a funzionare normalmente. Questo dettaglio operativo, apparentemente marginale, è diventato il punto di rottura di un equilibrio che reggeva da anni: quello tra prezzo “cartaceo” e prezzo fisico . Il risultato non è stato solo un rally. È stata una divergenza strutturale. Da una parte, il mercato dei futures occidentali, storicamente dominante, concentrato sul COMEX . Dall’altra, il mercato fisico asiatico, con Shanghai come punto di riferimento. Due meccanismi di formazione del prezzo che, per qualche giorno, hanno smesso di parlarsi. Quando questo accade, il prezzo non racconta più solo domanda e offerta. Racconta anche chi sta prezzando e con quali vincoli . Durante la chiusura occidentale, a Shanghai l’argento fisico ha continuato a essere scambiato, con p...

Oro, argento e Bitcoin una divergenza che non è tecnica

  Il movimento laterale di Bitcoin , osservato mentre oro e argento continuano a segnare nuovi massimi, non è un’anomalia di breve periodo né un semplice ritardo di mercato. È il riflesso di una fase precisa del ciclo, in cui il capitale sta ridefinendo le proprie priorità prima ancora di ridefinire le proprie convinzioni. Negli ultimi mesi il quadro è stato relativamente coerente. I metalli preziosi hanno beneficiato di flussi continui, sostenuti da tensioni geopolitiche , aspettative di tassi reali più bassi e da una domanda istituzionale che non ha bisogno di essere “convinta”. Bitcoin , al contrario, ha attraversato una fase di consolidamento ampia, successiva a una correzione ad alto livello, con una struttura di momentum che rimane fragile. La differenza non è nella narrativa, ma nel tipo di domanda che sostiene i prezzi. Oro e argento sono asset che funzionano bene quando l’incertezza non è ancora diventata crisi, ma ha già smesso di essere rumore. In questo contesto,...

Dimenticate le Keywords: perché la ricerca vettoriale è il cervello di G.I.N.O. (e perché ho scelto HNSWLib)

  C’è un momento, quando si costruisce un sistema che deve rispondere davvero alle domande, in cui la ricerca per keyword smette semplicemente di funzionare. Non perché sia sbagliata. Ma perché è letterale. E la lingua, soprattutto quella amministrativa e normativa, non lo è mai. Se un utente chiede “quanto mi ridanno per il dentista” e il regolamento parla di “ spese odontoiatriche ”, il fallimento non è tecnico. È concettuale. Le parole non coincidono, il significato sì. Ed è proprio questo scarto, minimo ma sistematico, che rende inutilizzabile un motore basato su match testuali. La ricerca vettoriale entra qui. Non come ottimizzazione. Come cambio di modello mentale. Il mio progetto di interrogazione dati ( fino a 50.000 pagine ), che per semplicità chiamero' G.I.N.O.,  legge un documento, non conserva parole. Produce rappresentazioni. Ogni frase viene trasformata in un vettore numerico attraverso un modello di embedding. Nel mio caso quello di Google Gemini , ma il ...

Uniswap cambia modello economico

  Per anni Uniswap ha fatto una scelta precisa: crescere senza estrarre valore dal protocollo. Una decisione ideologica, prima ancora che tecnica. Funzionale alla diffusione, meno alla sostenibilità. La proposta UNIfication segna il punto in cui questa impostazione viene superata. Non perché non abbia funzionato, ma perché ha esaurito il suo ruolo storico. Quello che viene messo ai voti non è semplicemente l’attivazione delle protocol fees . È una ridefinizione del rapporto tra utilizzo del protocollo, governance e valore del token. Dal volume al valore Il protocollo Uniswap ha processato oltre 4 trilioni di dollari di volume. Un dato spesso citato, raramente interrogato. Quel volume non ha mai prodotto un flusso economico diretto per il token UNI . Non per un limite tecnico, ma per una scelta deliberata. UNIfication introduce un meccanismo minimale e difficilmente aggirabile: le fee di protocollo vengono attivate e convogliate in un sistema che non redistribuisce , ma rid...

Fine del ciclo quadriennale di Bitcoin

  Il ciclo quadriennale di Bitcoin è stato per anni una scorciatoia interpretativa. Halving , scarsità programmata, liquidità globale: una sequenza apparentemente stabile. Arthur Hayes sostiene che questo schema non sia più valido. Non per un’anomalia di mercato, ma per un cambiamento strutturale nella politica monetaria statunitense. Il punto non è Bitcoin. È la liquidità. Questo articolo chiarisce perché il nuovo Reserve Management Purchase (RMP) della Federal Reserve rende obsoleto il modello ciclico e quali implicazioni sistemiche ne derivano. Il RMP non è neutrale Arthur Hayes parte da un presupposto semplice: se una banca centrale acquista titoli, sta creando liquidità. La durata dei titoli è un dettaglio operativo, non macroeconomico. Il RMP , annunciato dalla Federal Reserve al FOMC di dicembre, consente l’acquisto di Treasury a breve termine per mantenere “ampie” riserve bancarie. Formalmente non è quantitative easing . Sostanzialmente lo è. La distinzione s...

Argento, il collo di bottiglia invisibile

  Mentre le banche continuano a “giocare” con derivati e carta, il giocattolo si sta rompendo altrove. Non nel mondo finanziario astratto, ma in quello fisico. Nelle scorte di argento . Il punto è semplice, e per questo ignorato troppo a lungo: l’argento non basta più . E la transizione tecnologica in corso — AI , data center , infrastrutture ad alta potenza — sta trasformando un metallo industriale sottovalutato nel collo di bottiglia del XXI secolo . Il deficit non è un’opinione I numeri, qui, contano più delle narrative. Deficit strutturale stimato : 149 milioni di once entro il 2026 Scorte COMEX e LBMA ai minimi da decenni Banche commerciali in difficoltà nel coprire posizioni short storiche Per anni il prezzo dell’argento è stato contenuto artificialmente da strumenti finanziari cartacei. Oggi quella leva si sta spezzando. Non perché qualcuno “decida” di farlo salire, ma perché il metallo fisico non c’è . Il mondo reale sta prosciugando le scorte La do...

Solana davanti alla minaccia quantistica

  La crittografia che protegge le blockchain oggi funziona. Ma non è progettata per durare per sempre. Il punto non è se il calcolo quantistico diventerà una minaccia concreta per i sistemi crittografici attuali. Il punto è quando . E cosa fanno le reti prima che accada. La collaborazione tra Project Eleven e la Solana Foundation va letta esattamente in questa chiave: preparare l’infrastruttura, non reagire all’emergenza. Non teoria. Prototipi funzionanti. Testnet reali . Firme post-quantum già operative. Questo articolo spiega perché conta, cosa è stato fatto davvero e cosa cambia per l’ ecosistema Solana . Il problema non è il quantum. È il tempo. Le blockchain pubbliche si basano su assunzioni crittografiche molto precise. ECDSA , Ed25519 , curve ellittiche. Sicure oggi. Fragili domani. Un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe: derivare chiavi private da chiavi pubbliche, firmare transazioni false, impersonare validator , compromettere...