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venerdì 16 settembre 2011

Reggio Emilia, il Pd dice no ai tagli alla casta. Cinque stelle: “Sarà boicottaggio fiscale”



Respinta mozione per ridurre gli assessori, i consiglieri d'amministrazione delle partecipate e il gettone di presenza. Decisiva l'astensione del partito di Bersani
Boicottaggio fiscale. E’ questa la proposta “choc” targata Movimento 5 stelle a Reggio Emilia, conseguentemente alla decisione del consiglio comunale di bocciare, con voto contrario dei consiglieri del Partito democratico (escluso Ernesto D’Andrea), un ordine del giorno del consigliereMatteo Riva, indipendente Idv, in rotta piena orama con il suo ex partito (Riva che è anche consigliere regionale ha recentemente denunciato i costi di trasferta della collega Liana Barbati ndr) che chiedeva di attuare una serie di tagli ai costi della politica locale, come ridurre il numero degli assessori, ridurre i consigli d’amministrazione delle partecipate del Comune e tagliare il gettone di presenza. A favore hanno votato Movimento 5 stelle, D’Andrea (Pd) e tutto il centrodestra. Contro il Pd, astenuta Sel. Bocciata anche un’altra proposta del Movimento 5 Stelle che proponeva di tagliare i dirigenti comunali di nomina politica. Una «protesta fiscale intelligente» la definisco, «contro la casta del Pd».

«Tagliare – si domandano retoricamente – la pletora di 10 assessori? No. Tagliare i gettoni e le seggiole delle partecipate? No. Tagliare i costi della casta? No. Questo il voto del Pd, ad esclusione del consigliere D’Andrea, che è andato in scena lunedì 12 settembre in Sala del Tricolore. Preceduto da nuove tasse. Nuova tassa sui passi carrai? Sì. Parcheggi all’ospedale tutti a pagamento? Sì. Aumento Irpef? Forse».

Da qui la protesta: «Quando dovete pagare – è l’indicazione – uno dei nuovi tributi, prima mandate una mail ai consiglieri del Pd che hanno votato contro chiedendogli se intendono pagare al vostro posto». La proposta del consigliere Riva «era un modo chiaro – proseguono – per far capire ai cittadini che i sacrifici cui sono chiamati tutti i contribuenti vengono fatti anche da parte di tutti i politici, inclusi quelli locali. Una scelta di questo tipo avrebbe anche rafforzato la posizione del Comune nei confronti delle proteste sulla manovra del Governo Berlusconi».

Vediamo come funziona la protesta fiscale: «Quando un cittadino – dicono – sarà costretto a pagare la tassa sui passi carrai, per la sosta all’ospedale, l’aumento dell’addizionale Irpef, dovrà far presente il suo disappunto in maniera palese e civile ed invitare chi ha votato no ai tagli ai costi della politica locale. Scrivendo ai consiglieri comunali del Partito Democratico: Cari consiglieri. Sono un/una contribuente reggiano/reggiana. Dal momento che avete votato no al taglio di assessori ed altri costi della politica locale, vi chiedo gentilmente di pagare voi per mio conto la seguente imposta locale: (inserire il nome della tassa o imposta locale). In attesa di un gentile riscontro da parte vostra, porgo Distinti Saluti».

Il Movimento fornisce dunque anche la pagina web a cui collegarsi per trovare l’elenco delle mail dei consiglieri  comunali. «E’ ora che i cittadini onesti – conclude il Movimento Reggio 5 stelle – vessati da una classe politica in continua contraddizione con se stessa da Roma a Bologna a Reggio, si facciano sentire. In maniera pacifica e democratica ma decisa e senza paura. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Questo non è populismo, è trasparenza, è democrazia diretta». Intanto in città infuria la polemica dopo il voto del consiglio comunale.

La Confesercenti ha preso carta e penna e con il suo presidente Ermes Annigoni ha definito “vergognoso il voto del Pd in questo delicato momento dove si chiedono sacrifici agli italiani. In questo modo si da l’idea che i privilegi siano trasversali. Magari non si potevano approvare tutte le proposte avanzate, ma diverse sì per dare un segnale”. Il Partito Democratico però fa scudo sul suo voto. “Giusto votare contro altrimenti si alimenta l’antipolitica” dichiara il segretario provinciale del PdRoberto Ferrari. “Non siamo una casta, noi consiglieri comunali a seduta guadagnamo solo 70 euro lordi” dice la consigliera comunale del partito di Bersani Valeria Montanari sostenuta da altri colleghi come il giovane Andrea Capelli. Fuori dal coro invece il consigliere Ernesto d’Andrea l’unico a votare a favore della proposta Riva che avrebbe lasciato nelle casse del Comune per il 2012 mezzo milione di euro. “In questo momento è necessario dare l’esempio. Il sindaco Delrio dice che non ci sono soldi per chiudere le buche nelle strade. Io per chiudere le buche se fossi un sindaco mi riduco e dimezzo lo stipendio..”.

Felicia Buonomo

Matteo Incerti