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mercoledì 5 maggio 2010

La felicità del prodotto interno lordo

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“Il nostro PIL (Prodotto Interno Lordo: cioè la ricchezza prodotta da un paese) è il più grande del mondo. Ma conteggia anche l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette e le corse delle ambulanze che raccolgono i feriti sulle autostrade [...] la distruzione delle foreste e la scomparsa della natura [...] il napalm e i rifiuti nucleari. Invece, non conteggia la salute dei bambini, la qualità della loro istruzione, la gioia dei loro giochi, la bellezza della poesia [...] il coraggio, l’integrità,l’intelligenza, la saggezza. Misura qualsiasi cosa, ma non ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta”.
(Robert Kennedy, 1968)

“Il fine della nostra vita è quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità, [...] una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza. Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità. Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità”.
(Tenzin Gyatso, attuale Dalai Lama, 2005)