Pagine

lunedì 26 aprile 2010

Toyota Prius Plug-in, pronta per le strade

Saranno definiti oggi i programmi di commercializzazione della nuova Toyota Prius Plug-in che coinvolgerà inizialmente la città di Strasburgo. Per l'Italia l'arrivo della nuova ibrida ricaricabile dalla rete domestica della Casa giapponese non è del tutto scontato, tuttavia si ventila la possibilità di poterle vedere sulle nostre strade alla fine di quest'anno o al massimo nei primi mesi del 2011.

image


La peculiarità di questo modello che si differenzia dalla attuale Prius soprattutto per la possibilità di ricaricare le batteria dalla rete tramite una presa 220V è la parallela possibilità di percorrere circa 20 km in solo elettrico con emissioni ridotte fino a 60 g/km di CO2.
La Prius plug-in funziona come una vettura elettrica su distanze ridotte e come un normale veicolo ibrido sulle percorrenze più lunghe. Le sue caratteristiche di veicolo elettrico assicurano una maggiore autonomia rispetto ad un normale veicolo ibrido, quindi una diminuzione dei consumi e delle emissioni di CO2. Inoltre, essendo un veicolo ibrido, può funzionare indipendentemente dalla carica della batteria ed è completamente indipendente dalle infrastrutture esterne per la ricarica della batteria.
Lunga 4,460 metrie larga 1,745 metri utiizza di base lo stesso propulsore 1.8 a benzina della attuale, abbinato al consueto motore elettrico. La ricarica della nuova batteria agli ioni di litio, più potente della precedente (per i 20 km di autonomia in elettrico) è di 100 minuti.

rEF. http://www.motori24.ilsole24ore.com/Auto-Novita/2010/04/Toyota-Prius-Plug-in.php

lunedì 19 aprile 2010

YeZ, l’auto-foglia

YeZ, l’auto-foglia mossa dal vento e dal sole che assorbe anidride carbonica

leaf

Si chiama YeZ, ossia Leaf per i media anglosassoni e Foglia per gli italiani.
E’ un’automobile della Aaic (Shanghai automotive industry corporation), una casa automobilistica statale cinese, ancora allo stadio di concept: un’idea di auto più che un’auto vera e propria, insomma.
Ma – se mai entrerà in produzione – sarà davvero un’auto da rivoluzione ecologica. Elettrica ed interamente alimentata dal vento e dal sole.
E non solo: l’auto è in grado di assorbie dall’atmosfera l’anidride carbonica, il principale gas dell’effetto serra: proprio come una foglia. Almeno, così dice la Saic. E dunque è il caso di gettare un’occhiata più da vicino.
Ye Zi è stata presentata ai giornalisti dalla Aiac all’inizio della settimana, in anteprima rispetto al Pechino Motor Show che inizierà il 23 aprile.
E’ una due posti con il tettuccio (a forma di foglia) coperto da pannelli fotovoltaici, orientabili per cogliere nel migliore dei modi i raggi del sole. Le ruote incorporano delle piccole turbine eoliche.
leaf
Non è specificato quanta energia elettrica viene prodotta dal tettuccio solare e quanta dalle ruote-turbine, e nemmeno è specificato il maggiore consumo dovuto alla scarsa aerodinamicità collegata alle pale eoliche nelle ruote.
Comunque, se il bilancio fosse positivo, sarebbe in pratica il moto perpetuo pulito: l’energia elettrica solare fa avanzare l’auto che, muovendosi, produce altra energia elettrica di origine eolica.
Inoltre la struttura dell’auto è in Mof (metal-organic framework), materiali porosi che presentano un’area superficiale molto estesa e sono in grado di assorbire gas dall’ambiente circostante. Nella fattispecie, secondo l’Aiac, assorbono anidride carbonica, il gas dell’effetto serra.
Davanti a una notizia come questa è bene fare atto di devozione a San Tommaso: finchè non vedo, non credo. Però a volte è bello sognare.
Il comunicato stampa di Shanghai automotive industry corporation: YeZ, l’auto-foglia

rEF. http://www.blogeko.it

sabato 3 aprile 2010

No al NUCLEARE: avviamo un referendum

Il governo Berlusconi ha riavviato il nucleare in Italia e ha privatizzato la gestione pubblica dell'acqua. Due minacce a beni pubblici fondamentali, costituzionalmente protetti. Il nucleare metta a rischio la sicurezza dei cittadini italiani e la salute pubblica.

image

La privatizzazione della gestione dell’acqua trasforma un bene pubblico essenziale in una merce sulla quale realizzare profitti.
L'Italia dei Valori si è opposta in Parlamento e si impegna per la loro abrogazione con due referendum popolari. Per realizzarli l'anno prossimo cominceremo da subito la raccolta delle firme. I quesiti sono stati già presentati. Diciamo no al nucleare perché: lo sviluppo del futuro è nell'economia verde e nelle fonti rinnovabili; la scelta nucleare consuma tutte le risorse economiche disponibili e chiude ogni prospettiva per l’avvio di una nuova politica energetica.
Un incidente in una centrale nucleare ha effetti devastanti e di lunghissima durata ed estensione. Le scorie radioattive sono pericolosissime e irraggiano per migliaia di anni. Il problema dello stoccaggio sicuro delle scorie non è risolto in nessun paese del mondo. Una centrale nucleare utilizza un'enorme quantità d'acqua, che altera gli equilibri idrogeologici del territorio ed espone le falde acquifere a rischi gravissimi. La tecnologia nucleare comprata dai francesi è costosa e obsoleta.
L'ENEL la caldeggia per mettere le mani su un finanziamento pubblico che supererà i 35 miliardi di euro, più dell'intera Alta Velocità. Una centrale nucleare proposta dall’ENEL costa quasi otto miliardi di euro. Coi costi dello stoccaggio delle scorie e dello smantellamento della centrale il chilowatt nucleare costerà nella bolletta degli italiani più di quello delle fonti tradizionali.
I siti nucleari saranno scelti ad insindacabile giudizio dei costruttori privati. Le regioni e gli enti locali non hanno voce in capitolo sull'allocazione delle centrali. La parola finale spetta solo al Consiglio dei Ministri. La costruzione delle centrali è fatta senza gare e senza controllo degli appalti e dei subappalti. Il nucleare italiano sarà una riproposizione a dimensioni esponenziali del malaffare della Protezione Civile.
Con la ripresa del nucleare il governo offende il giudizio degli italiani con il referendum contro il nucleare del 1987. Gli italiani non hanno cambiato parere e lo dimostreranno con il prossimo referendum al quale è necessario chiamarli ancora.

image

Paolo Brutti
http://italiadeivalori.antoniodipietro.com