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mercoledì 18 maggio 2011

LOMBARDIA PIÙ RICCA D'EUROPA? UNA LEGGENDA

di Federico Fontolan 03.05.2011
È quasi un luogo comune dire che la Lombardia è l'area più ricca d'Europa. E se si guarda al Pil complessivo effettivamente la Regione si colloca al sesto posto nell'Unione. Ma per comprendere la reale ricchezza di un territorio è più corretto il riferimento al Pil pro-capite e qui la situazione cambia perché la Lombardia si ritrova al ventinovesimo posto. I dati peggiorano ancora se si considera l'andamento negli ultimi dieci anni. E lo stesso ragionamento si può fare, a livello di ripartizioni, per il Centro-Nord nel suo insieme.
Capita di frequente, nelle trasmissioni radiotelevisive, di sentire magnificare le sorti della Lombardia, “regione più ricca d’Europa”. (1) L’affermazione, data per buona da conduttori e altri ospiti in studio, è spesso utilizzata in antitesi all’andamento dell’economia italiana nel suo complesso, come a suggerire che alcune regioni – e i loro governanti - riescono a ottenere performance elevate e addirittura superiori a quelle delle più avanzate regioni europee.
PIL COMPLESSIVO E PRO-CAPITE
C’è un discrimine fondamentale, che concorre a cambiare completamente il quadro finale. Se consideriamo il Pilprodotto in termini assoluti, la Lombardia figura tra le prime regioni europee (ma non la prima: nel 2008 era al sesto posto).
Figura 1: Regioni europee – Pil a prezzi correnti – Milioni di euro Pps – Anni 1997-2008
 
Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat.


Tuttavia, questa misura è perlomeno incompleta, perché non tiene conto della diversa dimensione demografica delle regioni considerate. Una misura più adatta a comprendere la reale dimensione della ricchezza di un territorio è il Pil pro-capite, che soppesando il Pil per il numero di abitanti aiuta a capire quanto reddito abbiano a disposizione gli abitanti della regione considerata.
Utilizzando il Pil pro-capite, la situazione della Lombardia cambia drasticamente: dal sesto al ventinovesimo posto. (2) Il Pil pro-capite lombardo al 2008, infatti, è superiore a quello della media Unione Europea (134 per cento), ma ben inferiore ai valori delle più sviluppate regioni europee (tabella 1).
Tabella 1: Prime 20 regioni europee per Pil pro-capite in % della media Ue – Pps – Anno 2008
PosizioneRegione% su media UE
1Inner London343
2Luxembourg279
3Région de Bruxelles-Capitale216
4Groningen198
5Hamburg188
6Praha172
7Île de France168
8Bratislavský kraj167
9Stockholm167
10Wien163
11Oberbayern162
12Bremen158
13Utrecht157
14North Eastern Scotland157
15Darmstadt156
16Berkshire, Buckinghamshire and Oxfordshire154
17Hovedstaden152
18Noord-Holland152
19Southern and Eastern148
20Åland145
29Lombardia134
Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat
L'ANDAMENTO NEGLI ULTIMI DIECI ANNI
Il dato appare ancora più negativo se si osserva l’andamento degli ultimi dieci anni. Nel 1997 il Pil pro-capite della Lombardia era pari al 161 per cento della media Unione Europea, collocando la regione all’undicesimo posto in Europa. Il calo del Pil pro-capite in percentuale della media Ue non deriva tanto da un’uniforme diffusione del benessere in grado di colmare i divari economici all’interno del territorio europeo, quanto da un rallentamento dell’economia lombarda in relazione alle altre regioni.
Questa affermazione è confermata non solo dalla riduzione del Pil pro-capite in percentuale della media europea, con conseguente scivolamento in classifica, ma anche dall’andamento delle altre regioni che nel 1997 avevano livelli di reddito simili a quelli lombardi.
Abbiamo considerato, in figura 2, le regioni che, come la Lombardia, nel 1997 avevano un Pil pro-capite compreso tra il 170 e il 150 per cento della media europea, quindi tutte regioni altamente sviluppate. Hanno seguito tutte lo stesso percorso di sviluppo? Evidentemente no. Delle sette regioni considerate, a distanza di un decennio solo una fa registrare un livello di Pil pro-capite inferiore a quello lombardo: l’Emilia-Romagna. Le altre mantengono la propria posizione (Brema, Utrecht), la migliorano (Groningen) o registrano uno scivolamento inferiore a quello lombardo (Stuttgart, Bolzano).
Figura 2: Regioni UE selezionate - PIL pro-capite in % della media UE – PPS – Anni 1997-2008
 
Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat
CENTRO-NORD IN AFFANNO
Un ragionamento simile vale a livello di ripartizioni. L’affermazione che il Centro-Nord è la regione più ricca d’Europa, o una delle più ricche, non è del tutto vera. (3) Certo, se si aggregano i dati delle tre ripartizioni italiane più ricche e si confronta questo dato con quello nazionale tedesco, francese o britannico, il risultato italiano appare il migliore. Tuttavia, è poco corretto confrontare i dati relativi alle ripartizioni con i dati nazionali.
Più corretto sarebbe confrontare i dati riferiti alle medesime unità territoriali statistiche (Nuts), così come definite da Eurostat. È possibile, quindi, confrontare tra loro tutti i territori dell’Unione Europea corrispondenti alle nostre ripartizioni (livello Nuts 1).
Osservando questi dati, ne emerge un andamento del tutto simile a quello della Lombardia. A livello assoluto, infatti, il Pil delle ripartizioni Nord-Ovest e Nord-Est è tra i più elevati in Europa (rispettivamente terzo e settimo posto nel 2008). A livello pro-capite, però, la posizione delle due ripartizioni è molto peggiore, collocandole rispettivamente al ventesimo e ventunesimo posto.
Anche in questo caso, significativo è il trend degli ultimi dieci anni. Nel 1997 le ripartizioni Nord-Ovest e Nord-Est occupavano il settimo e ottavo posto in Europa, con un Pil pro-capite pari al 148 e al 146 per cento della media europea, mentre oggi sono scese al 126 e 124 per cento (figura 3). Nessuna tra le ripartizioni europee che nel 1997 si trovavano in una posizione simile a quella del Nord Italia ha seguito lo stesso andamento negativo.
Figura 3: Ripartizioni europee (Nuts 2) - Pil pro-capite in % della media Ue – Pps – Anni 1997-2008
 
Fonte: Elaborazioni su dati Eurostat
(1) Da ultimo, il senatore Cantoni a L’Infedele del 25 aprile scorso.
(2) Pil pro-capite misurato in parità di potere d’acquisto.
(3)Ministro Tremonti in varie occasioni, tra cui Annozero dell’11 marzo scorso e discorso all’università di Brescia.