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martedì 22 giugno 2010

Vino ? Buono !

Treviso - Esplode in tutto il suo fragore la mina dei fitofarmaci sulle colline del Prosecco.

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Tonnellate di prodotti chimici che ogni anno vengono usati sulle piante per debellare le malattie e preservare la produzione o per eliminare l’erba di troppo. Con i piccoli contadini e la gente della zona pedemontana che insorgono contro l’eccessivo utilizzo, da parte soprattutto dei maggiori produttori della zona Doc.
Ma Vinicio Vettoretti, già assessore a Valdobbiadene e viticoltore, afferma che «il paesaggio è diventato un grande vigneto, tutti sono consapevoli che questo modello di sviluppo non può durare ancora molto». Mentre un piccolo produttore di Miane conferma che «c’è chi arriva a fare anche venti trattamenti per vigneto all’anno pur di salvare la produzione».
Un’emergenza che si evidenzia in tutta la sua sostanza con i dati. Nel 2007 nella sola provincia di Treviso sono stati venduti 3.100.855 kg di fitofarmaci. Un dato impressionante, che rispetto al 2006, ha perfino avuto un incremento del 4 per cento. In attesa dei dati del 2008 è facile comunque prevedere un ulteriore significativo incremento, dato il cattivo andamento metereologico che ha caratterizzato l’annata, oltre all’aumento delle superfici coltivate. Fra i principi attivi, dopo lo zolfo (il più usato) c’è il “mancozeb”, utilizzato per combattere la peronospora della vite. Nell’Usl 7 ne sono state vendute circa 120 tonnellate; nell’Usl 8 circa 29; nell’Usl 9, 184. Peccato però che il 19 gennaio il Parlamento europeo abbia messo al bando questo prodotto, assieme ad altri ventuno pesticidi, perché ritenuto pericoloso per l’uomo in quanto danneggia le ghiandole ormonali. Ma non solo: dai dati Arpav si rileva come nel solo 2007, nella provincia di Treviso, siano state impiegate 55 tonnellate di "Glyphosate" e 8 di "Glufosinate ammonium". Anche quest’ultimo è un prodotto recentemente messo al bando dalla Comunità Europea perché classificato come cancerogeno. Fra gli insetticidi (dopo l’olio minerale) il più usato è un altro principio attivo decisamente contestato: il “chlorphirifos”. Circa 3 tonnellate impiegate nell’Usl 7; più di mezza tonnellata nell’Usl 8 e quasi 7 tonnellate nella Usl 9.
Ma a muoversi per cercare di contemperare le esigenze dei cittadini con quelle degli agricoltori, intanto, sono i Comuni. «Il problema esiste e non si può più far finta di non vederlo - afferma Davì, vicesindaco di Valdobbiadene - negli ultimi anni stiamo assistendo a un sempre maggior utilizzo di fitofarmaci e disseccanti, unito a un forte incremento del numero dei vigneti, che ormai arrivano a ridosso delle abitazioni. Una situazione che deve essere regolata al più presto per tutelare la salute di tutti. Per questo approveremo un nuovo regolamento di polizia rurale e poi ci attiveremo per creare una Commissione permanente, che monitori i risvolti negativi dell’utilizzo di questi prodotti sull’ambiente».


E in provincia di Verona come va?

Innanzitutto è il caso di ricordare che l’ Italia è tra i paesi nei quali si registra il più elevato consumo di fitofarmaci a livello mondiale.
Nel 2007 la quantità complessiva di fitofarmaci venduta solo in Veneto è stata di 14.936.186 Kg. Di questi 6.722.975 sono stati venduti in provincia di Verona.
I fitofarmaci sono divisi in classi di pericolosità: molto tossici, tossici, nocivi, ecc.
Su un totale di 355.144 kg di prodotti “molto tossici”, 249.085 kg sono stati venduti a Verona.
“ Si evidenzia che la maggior quantità di prodotti commerciali classificati “Molto Tossici” venduti nel territorio veneto è concentrata nella provincia di Verona, in particolare i valori più elevati si riscontrano presso l’ Azienda ULSS 21 – Verona e ULSS 22 – Bussolengo”.
Ma Verona è in testa anche con i prodotti “Tossici” (815.340 kg su 1.016.935 kg complessivi) e “Nocivi” (782.762 kg su 1.558.492 kg complessivi).
Un altro dato molto indicativo è che Verona e Rovigo commercializzano il 73,2% dei prodotti “molto tossici” e “tossici” di tutto il Veneto.
Per capire meglio di cosa parliamo, dobbiamo tener presente che i prodotti commercializzati in Veneto sono così suddivisi:
- Anticrittogamici 60%
- Diserbanti 11%
- Insetticidi 11%
- altri 18%

Un altro criterio di classificazione si riferisce ai principi attivi contenuti nei fitofarmici. Anche qui il dato è allarmante: in tutto il Veneto Verona ha il 45,3% dei principi attivi venduti, Belluno 0,2%, Treviso 22.6%, Vicenza 6,5%
Questi dati sono stati pubblicati su:
I prodotti fitosanitari nel Veneto 2003-2007
Arpav - Regione Veneto

A nessuno sarà sfuggito che a Verona si impiegano più del doppio dei fitofarmaci che si impiegano a Treviso, ma dalle nostre parti nessuno sembra preoccuparsi della enormità di quesi numeri.
Nel prossimo articolo parleremo degli effetti che questi prodotti chimici hanno sul nostro organismo.
Poi parleremo della espansione dei vigneti negli ultimi 10 anni e dei milioni di euro erogati in contributi ai viticoltori.
Per ultimo ci soffermeremo sulla spaventosa quantità di vino invenduto negli ultimi 3 anni (3 milioni di bottiglie di amarone) e sui prezzi attuali dell' uva, nonchè sulla percentuale di uva non raccolta nel 2009.

ref. teladoiolavalpolicella