sabato 12 gennaio 2013
Ma dove vanno a finire i vecchi computer?
La sottrazione di alcune componenti pregiate da rifiuti e apparecchiature elettriche ed elettroniche (raee) produce una sfilza di perdite economiche, disastri ambientali e danni irreversibili per la salute umana che i più non si aspettano. Eppure, la pratica della cannibalizzazione dell’hi-tech da anni alimenta il mercato dei commercianti di rottame, con relativo export illegale. Di chi è la colpa?
La gravità del fenomeno è chiaramente palesata nell’indagine sulla qualità dei raee, promossa dall’Anci e dal Centro di coordinamento raee, dove oltre il 50 per cento del campione, fra gli operatori del settore, considera preoccupante la pratica dell’asportazione di componenti nobili dagli apparecchi elettrici ed elettronici.
La filiera per un corretto smaltimento è teoricamente lineare. Il consumatore può portare i propri raee presso i Centri di raccolta comunali, oppure, se ne acquista di nuovi, ha la possibilità di lasciare gratuitamente il vecchio apparecchio al punto vendita (uno contro uno). Di fatto la raccolta è a tre velocità, visto che una buona percentuale di raee sono abbandonati ovunque, un’altra è cannibalizzata e solo la restante arriva a essere smaltita secondo norma di legge.
«È fuori dubbio che la gestione dei nostri scarti hi-tech sia andata migliorando nel corso degli ultimi anni», afferma Vittoria Polidori, responsabile Campagna inquinamento, di Greenpeace. I dati che emergono dal Rapporto raee 2011 registrano un 6% in più rispetto allo scorso anno, ovvero oltre 260 milioni di chilogrammi raee, 4,3 per persona. Ma c’è ancora molta strada da fare. Il fatto di continuare a trovare tanti rifiuti tecnologici, abbandonati lungo le strade, ne è una testimonianza. «Perché questo accade? Perché la gente non è informata a dovere? O piuttosto perché i Centri di raccolta dei rifiuti urbani, che dovrebbero accogliere anche i rifiuti tecnologici – si domanda la Polidori - non funzionano come dovrebbero? Greenpeace nel 2009 ha realizzato un’indagine a campione con risultati piuttosto disarmanti. L’80% dei centri di raccolta visitati non aveva i requisiti previsti a livello normativo».
Se il servizio è gestito male oppure inesistente il fenomeno dei reee cannibalizzati può trarne solo intuitivi vantaggi. «L’asportazione di componenti pregiate dalle apparecchiature dismesse si verifica essenzialmente durante la raccolta, che è affidata per legge alla responsabilità dei Comuni o dei Gestori delle isole ecologiche. Ecodom e gli altri Sistemi collettivi istituiti dai produttori di raee non hanno alcuna possibilità di intervenire direttamente su questa fase», sottolinea Marco Sala, operation manager del consorzio di recupero e riciclaggio Ecodom. Su un campione di 211 Centri di raccolta sul territorio nazionale, è emerso che il 70% ha subito effrazioni nei primi nove mesi del 2010. I compressori dei frigoriferi, in particolare, sono tra i più gettonati per il traffico illecito. A questo proposito Sala puntualizza: «Nel 2011 il Sistema raee ha raccolto oltre 68 mila tonnellate del raggruppamento R1 (frigoriferi e congelatori), pari a circa 1.600.000 pezzi di cui circa il 15% è giunto agli impianti di trattamento privo di compressore, per una perdita economica complessiva stimabile in oltre 1.500.000 euro».
venerdì 11 gennaio 2013
Eliodomestico: Desalinizzare Acqua Salata in Open Source
Eliodomestico è un distillatore open source che grazie all’energia solare può fornire acqua potabile alle popolazioni dei paesi in via di sviluppo. E’ un modo semplice per la produzione di acqua dolce partendo da acqua salata o salmastra. Il dispositivo è in grado di produrre 5 litri di acqua al giorno funzionando senza filtri, né elettricità e richiedendo solamente una manutenzione minima.
Spronato da amici e dalla sua partecipazione a organizzazioni non governative Gabriele Diamanti da tempo ha sviluppato una passione su come sia possibile risolvere il grande problema della carenza idrica globale.
Eliodomestico: Funzionamento
Eliodomestico funziona riempiendo una caldaia nera con acqua di mare il mattino e stringendo il tappo. Man mano che la temperatura e la pressione aumentano il vapore viene forzato a passare attraverso un tubo di collegamento che raccoglie l’acqua evaporata dal coperchio e che funge da condensatore trasformando l’acqua salata in dolce. Una volta stabilito che il sistema funzionasse nel migliore dei modi Diamanti si è occupato di dare un senso estetico e funzionale a Eliodomestico. “Il mio obiettivo era quello di realizzare un oggetto semplice da usare e riconoscibile da chiunque”, spiega Diamanti e continua: “il processo di trasformazione dell’acqua è tutto naturale, mentre la sua estetica è curata in ogni dettaglio e ogni dettaglio sta lì per un determinato motivo. Così come la forma e le tecniche di produzione rappresentano un compromesso fra innovazione e tradizione.”
Eliodomestico: Progettazione e Futuro
Studi sul campo nell’Africa sub-sahariana hanno rivelato come l’abitudine del trasporto di merci sulla testa sia una pratica comune in altre zone del mondo e questo è stato il punto di partenza per lo sviluppo di Eliodomestico. “Ho cercato di creare uno strumento che sia gestibile direttamente da una famiglia senza che possano esistere intermediari o organizzazioni che distribuiscano il prodotto finale”.
Eliodomestico ha recentemente vinto il premio di Core77 Award for Social Impact e ha ricevuto numerose menzioni internazionali e nel breve termine il designer spera di modificare il progetto per sfruttare i materiali di costruzione facilmente disponibili nell’ambiente di utilizzo. “L’idea è quella di creare un manuale d’uso per il progetto e con l’aiuto di organizzazioni non governative e un programma di microcredito potrebbe essere possibile finanziare piccole start-up locali specializzate nella produzione di Eliodomestico. Così la ONG è la scintilla, il microcredito il detonatore e gli artigiani locali sono la bomba!”
http://www.genitronsviluppo.com/2013/01/09/eliodomestico-desalinizzare-acqua/
Scientists seek foolproof way to predict earthquakes using magnetic waves
giovedì 10 gennaio 2013
Temperatures in China, coldest in nearly 3 decades
January 6, 2013 – CHINA - Temperatures in China have plunged to their lowest in almost three decades, cold enough to freeze coastal waters and trap 1,000 ships in ice, official media said at the weekend. Since late November the country has shivered at an average of minus 3.8 degrees Celsius (25 degrees Fahrenheit), 1.3 degrees colder than the previous average, and the chilliest in 28 years, state news agency Xinhua said on Saturday, citing the China Meteorological Administration. Bitter cold has even frozen the sea in Laizhou Bay on the coast of Shandong province in the east, stranding nearly 1,000 ships, the China Daily newspaper reported. Zheng Dong, chief meteorologist at the Yantai Marine Environment Monitoring Center under the State Oceanic Administration, told the paper that the area under ice in Laizhou Bay was 291 square km this week. Transport around the country has been severely disrupted. More than 140 flights from the state capital airport in central Hunan province were delayed, while heavy snowfall forced the closure of some sections of the Beijing-Hong Kong-Macau Expressway, the China Daily said. Temperatures in the northeast fell even further, reaching a 43-year low of minus 15.3 degrees Celsius (4 degrees Fahrenheit), about 3.7 degrees below the previous recorded average. One truck driver in southeastern Jiangxi province, caught in a 5 km (3.1 miles) queue caused by a pileup that happened after heavy snowfall, told China Daily the snow and extreme cold had caught him unawares. “I didn't expect such a situation, so I've brought no warm coats or food. All I can do now is wait,” trucker Yao Xuefeng told the paper. –MSNBC