L’immagine di Copernicus (8 ottobre 2025) mostra la colonna troposferica di biossido di azoto (NO₂) sull’Europa, con la Pianura Padana in rosso vivo. Si tratta di dati satellitari ufficiali della missione Copernicus Sentinel-4copernicus.eu. In essa i toni dal verde al rosso rappresentano la densità del NO₂ (unità µmol/m²): i colori rossi indicano le concentrazioni più elevate. Come spiega Copernicus, si vedono chiaramente hotspot di NO₂ lungo le coste mediterranee e proprio sulla Pianura Padanacopernicus.eu.
Figura 1. Mappa di Copernicus Sentinel-4 (8 ott 2025) delle concentrazioni di NO₂ troposferico sulla Pianura Padana e il Mediterraneo. I valori più alti (in rosso) corrispondono alle densità colonnari massime di NO₂copernicus.eu. Lo schema cromatico (verde→rosso) è coerente con le mappe scientifiche satellitari di NO₂ (ad es. Sentinel-5P) e sottolinea visivamente i picchi del pianalto padano.
Il tipo di inquinante visualizzato è quindi il diossido di azoto (NO₂), un gas tipico dello smog da traffico e industria. La scala cromatica adottata (0–100 µmol/m²) è simile a quella usata in precedenti mappe satellitari Copernicus (ad es. Sentinel-5P)copernicus.eu. In particolare, l’analisi Copernicus conferma che in condizioni normali la Pianura Padana presenta livelli molto elevati di NO₂ rispetto ad altre aree, come evidenziato per esempio nei dati pre- e durante-lockdown del 2020: la media di aprile 2020 (lockdown) mostra un drastico crollo dell’NO₂ rispetto a marzo e maggiocopernicus.eu, dimostrando come normalmente l’area accumuli inquinamento diurno elevato.
Figura 2. Concentrazioni medie mensili di NO₂ troposferico (µmol/m²) sulla Pianura Padana da Copernicus Sentinel-5P: marzo, aprile e maggio 2020copernicus.eu. Si osserva un picco rosso in marzo (normale), un forte calo in aprile (lockdown) e un parziale recupero a maggio. Questo confronto conferma che il basamento della pianura riflette quotidianamente livelli molto alti di NO₂ (anche 5–10 volte oltre i valori “sicuri” OMS), anche se in certi periodi (ad es. lockdown) tali emissioni precipitano.
Confronto con dati ufficiali e altre zone d’Italia
I dati ufficiali a lungo termine concordano nel definire la Pianura Padana una delle zone più inquinate d’Europa, specialmente per PM₂.₅ e NO₂. Tuttavia, su base annua la maggior parte delle stazioni di monitoraggio italiane è ormai entro i limiti normativi. Ad esempio, nel 2024 il valore medio annuale di NO₂ ha rispettato il limite UE (40 µg/m³) in tutte le centraline dell’Emilia-Romagnaarpae.it e in quasi tutte quelle lombarde (solo a Cinisello Balsamo si è registrato 42 µg/m³)snpambiente.it. Complessivamente in Italia il 98% delle postazioni ha misurato il valore annuo di NO₂ entro il limite UEisprambiente.gov.it. Analogamente, nel 2023 il valore medio annuale del particolato fine (PM₂.₅) è rimasto sotto il limite (25 µg/m³) in quasi tutte le stazioni italianeisprambiente.gov.itaqli.epic.uchicago.edu. Le eccezioni (superamenti quotidiani del PM₁₀) sono state concentrate soprattutto nella metà nord del bacino padanoisprambiente.gov.it, ma anche questi episodi sono in diminuzione negli ultimi anni.
Questi dati indicano che la mappa satellitare mostra un’istantanea particolarmente critica, ma non è una condizione persistente pari a “emergenza cronica” su scala annuale. Le condizioni geografiche e meteorologiche spiegano in parte l’accumulo locale: la Pianura Padana è una conca circondata dalle Alpi a nord e da rilievi verso sud, dove in inverno si formano inversioni termiche stabilifanpage.it. Ciò significa che l’aria fredda rimane intrappolata a valle senza ricircolo, bloccando i normali processi di dispersione. Di conseguenza gli inquinanti (NO₂, PM₁₀, PM₂.₅) si concentrano soprattutto in inverno e nelle ore di calma atmosferica. Copernicus stesso nota che le concentrazioni di NO₂ possono variare rapidamente in base alle emissioni (veicoli, riscaldamenti, ecc.) e alle condizioni meteorologichecopernicus.eufanpage.it. In sintesi, la geomorfologia padana e le inversioni spiegano perché mediamente la Pianura Padana soffra di smog elevatofanpage.itaqli.epic.uchicago.edu, ma i valori medi stagionali ed annuali, pur critici, sono migliorati negli ultimi anni sotto la spinta di politiche ambientali.
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