Passa ai contenuti principali

NEW LITTLE ICE AGE:9. PROFONDO MINIMO DI GLEISSBERG E RAFFREDDAMENTO NEL 2030 E 2200

Una ancor più difficile questione è se il futuro minimo di Gleissberg sarà di tipo regolare con una moderata diminuzione dell’ attività solare come avvenne intorno al 1895, oppure del tipo contraddistinto da debole attività solare come quello del minimo di Dalton occorso attorno al 1810, oppure un tipico grande minimo con attività solare vicina all’estinzione come all’apice dei minimi di Maunder attorno al 1670, di Spoerer attorno al 1490, di Wolf attorno al 1320 e di Norman attorno al 1010 (Stuiver e Quay, 1981). La fig.11 offre un’ euristica soluzione. Essa mostra la serie storica dei dati riferiti agli estremi (della funzione riferita alla derivata del momento torcente orbitale solare rispetto al tempo n.d.r.) dT/dt nell’intervallo 1000-2250. Attira l’attenzione una consistente regolarità. Ogni volta che l’ampiezza di un estremo negativo va sotto una soglia minima, indicata da una linea orizzontale continua, questo momento coincide con un periodo di attività solare eccezionalmente bassa .

Fig.11 Serie storica degli estremi (minimi e massimi relativi della funzione matematica del momento di rotazione orbitale solare n.d.r) relativi alle zone di cambio nel valore del momento torcente orbitale solare dT/dt per gli anni fra gli anni 1000 e 2250. Ogni volta che l’ampiezza di un minimo negativo va sotto una soglia minima, indicata da una linea continua orizzontale, è osservato un periodo di attività solare eccezionalmente bassa . Due consecutivi minimi negativi che oltrepassano la soglia indicano grandi minimi come quello di Maunder (attorno al 1670), quello di Spoerer (attorno al 1490), di Wolf (attorno al 1320), e il minimo di Norman (attorno al 1010), mentre un singolo minimo negativo sotto la soglia è correlato a eventi del tipo del minimo di Dalton (attorno al 1810 e 1170) non così severi come quelli tipici dei grandi minimi. Quindi i minimi di Gleissberg attorno al 2030 e 2200 dovrebbero essere del tipo del minimo di Maunder. Siccome il clima è strettamente legato alla’attività solare, le condizioni intorno al 2030 e al 2200 dovrebbero avvicinarsi a quelle relative all’apice della piccola era glaciale attorno al 1670. Come esposto in questo testo, le ipotesi di un global warming antropico dell’ IPCC, non costituiscono la strada intrapresa da questa previsione esclusivamente basata sulla attività eruttiva solare. Notevoli massimi positivi hanno una funzione simile nell’accompagnare periodi eccezionalmente caldi come l’ Optimum medioevale e il riscaldamento globale attuale.

Due minimi negativi consecutivi che oltrepassino la soglia indicano grandi minimi del tipo di quelli di Maunder, mentre un solo minimo sotto la soglia si accompagna a un evento del tipo dei minimi assimilabili a quello di Dalton. I grandi minimi nella Fig.11 sono indicati dai loro nomi. Il singolo minimo negativo (oltrepassante la soglia n.d.r.) attorno al 1170 e del tipo di quello Dalton. In questo periodo l’attività solare crollò, ma questa pausa non fu duratura. In accordo con Lamb, che osservò nei dati dell’ isotopo dell’ossigeno provenienti dal nord Groenlandia forniti da Dansgaard, un periodo di improvviso raffreddamento occorso alla fine del dodicesimo secolo. Quindi io chiamo questo profondo minimo di Gleissberg con il suo nome. La fig. 11 mostra che attività solari di notevole intensità e corrispondenti periodi caldi sulla Terra, sono anch’essi correlati agli estremi (questa volta massimi relativi n.d.r.) della funzione Dt/dt. Per esempio, l’optimum climatico medioevale è segnalato da una freccia. Si noterà che la notevole ampiezza positiva (della funzione Dt/dt) attorno al 1120 è maggiore di quella attorno agli anni fra il 1952 e il 1984 indicanti il massimo di Gleissberg moderno legato ad un riscaldamento non così forte come quello del 1120 (Schinwiese, 1979). Più dettagli di questa relazione saranno presentati altrove. Senza eccezioni, i minimi negativi notevoli coincidono con periodi di attività solare eccezionalmente bassa e viceversa. Quindi ci sono buone ragioni per aspettarsi che l’arrivo del minimo di Gleissberg attorno al 2030 sia uno di quelli profondi. Siccome ci sono tre minimi consecutivi sotto la soglia quantitativa, c’è un’alta probabilità che l’evento sia assimilabile a un minimo come quello di Maunder. Ciò sarà vero anche per il minimo del 2201, mentre il minimo attorno al 2122, sarà di tipo regolare, come si può vedere nella figura 11. E’ stato mostrato che c’è una stretta correlazione fra i minimi di Gleissberg profondi e i periodi di raffreddamento climatico. Quindi c’è un’alta probabilità che il notevole minimo di Gleissberg attorno al 2030 e al 2201 si accompagni con un periodo di raffreddamento climatico comparabile con quello all’apice della piccola era glaciale. Per quanto riguarda il minimo attorno al 2030, ci sono delle indicazioni ulteriori che ci si debba aspettare un raffreddamento globale invece che un riscaldamento. La Oscillazione Decadale Pacifica (PDO Pacific Decadal Oscillation n.d.r.) mostrerà valori negativi fino almeno al 2016 (Landscheidt 2001), e la Nina sarà più frequente e forte del nino fino al 2018 (Landscheidt 2000). I risultati euiristici derivati dal ciclo dei 166 anni non sono ancora corroborati da una dettagliata catena di causa ed effetto. Progressi su questo piano saranno difficili poiché le teorie sull’attività solare e i cambiamenti climatici sono ancora in un rudimentale stato di sviluppo, sebbene ci siano progressi per quanto riguarda la spiegazione fisica delle speciali relazioni terra-sole(Haigh, 1996; Tinsley and Yu, 2002). A tutt’oggi le dinamiche del sistema solare, la lunghezza dei dati che coprono millenni e le previsioni dell’ attività solare e degli eventi climatici fondati su queste basi non fanno altro che parlare dell’ affidabilità della previsione dell’avvento del minimo di Gleissberg e dei suoi impatti climatici.

Tratto da: New Little Ice Age di Theodor Landscheidt

Commenti

Post popolari in questo blog

Have mymonero some problems ?

Hello, this is user pandher from BTCtalk. I have been a follower and holder of Monero since 2014 when the first bitmonero thread appeared on BTCtalk. Since that thread i knew Monero was the only one worth following. The professionalism and honesty of the dev team was a rare sight in that shitcoin madness. Checking the Monero reddit page and speculation thread had become a morning habit with me. I rarely missed reading both of these in these 2 years. I saw the community grow from a few hundred to a few thousand. It was so good to watch, to witness. Although i was mostly non vocal i felt myself as a part of this community. Reading AP's posts about the new world domination were exciting. But today i bid farewell to this wonderful community. All my Monero have been stolen Since zhalox posted about his lost Monero, i woke up from my slumber and created a cold wallet using GingerAle's paranoid method. Only to find out all my 4 MyMonero accounts were wiped on 3 september 2016. I...

Dove le molecole smettono di Ur­tarsi: viaggio nella coerenza Quantistica della Vita

C’era un momento, nella storia della biologia, in cui la vita veniva immaginata come un enorme tavolo da biliardo. Molecole che si urtano. Collisioni casuali. Reazioni che accadono perché, semplicemente, qualcosa colpisce qualcos’altro nel modo giusto. Funzionava. Più o meno. Poi, lentamente, qualcosa ha iniziato a incrinarsi. Non perché quella visione fosse sbagliata, ma perché era incompleta. Troppo rumorosa. Troppo cieca. Troppo… inefficiente per spiegare ciò che osservavamo davvero. Perché dentro le cellule accadevano cose strane. Troppo veloci. Troppo precise. Troppo coordinate. Come se, invece di urtarsi alla cieca, le particelle… sapessero. Immagina di entrare dentro una cellula. Non troverai caos. Non troverai disordine. Troverai elettroni che scorrono come una valuta invisibile, scambiata con una precisione che sfida l’intuizione. Non saltano semplicemente da una molecola all’altra: a volte attraversano barriere che, secondo la fisica classica, non dovrebbero poter...

Ingegneria del contesto per l'intelligenza artificiale avanzata

  Quando si parla di IA generativa, il dibattito pubblico si concentra spesso su due aspetti: la potenza del modello e la qualità dei prompt. Tuttavia, tra questi due poli si trova un'area meno discussa ma cruciale:  il contesto  . Non stiamo parlando solo di "informazioni extra" per il modello, ma dell'architettura logica e operativa che determina il modo in cui l'intelligenza artificiale interpreta, collega e utilizza i dati per fornire risultati accurati e coerenti. È qui che entra in gioco  l'ingegneria del contesto  : l'arte (e la scienza) di progettare, organizzare e ottimizzare il contesto di un Large Language Model (LLM) per guidarlo verso risposte più affidabili, precise e utili. Perché l'ingegneria del contesto è importante Un LLM non "capisce" il mondo come gli esseri umani. Elabora modelli statistici in base agli input che riceve e ai dati di training.  Il contesto  è la combinazione di istruzioni, esempi, dati di supporto e rifer...