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sabato 2 aprile 2011

A pochi secondi dal sisma


Nel prossimo futuro, la crescita dell’urbanizzazione porterà sempre più persone in città ad alto rischio sismico in ogni parte del mondo. Ma se non è possibile prevedere i terremoti, che cosa si può fare per prevenire vittime e danni a infrastrutture in caso di eventi sismici? Su «Le Scienze» di aprile, in occasione del secondo anniversario del terremoto che ha colpito L’Aquila, pubblichiamo un articolo di ricercatori italiani in cui si illustra il funzionamento di sistemi di rilevamento precoce di eventi sismici grazie ai quali è possibile mitigare i danni causati da un sisma e salvare vite umane.

Questi sistemi sono basati su una rete di sensori distribuiti su un determinato territorio a rischio e rilevano i primissimi segnali di un sisma, mettendo in moto meccanismi di allarme che possono anticipare di decine di secondi l’arrivo delle scosse più violente e distruttive. Reti simili sono già operative in alcune parti del mondo, per esempio in Giappone, dove il terremoto dello scorso marzo è stato un impegnativo banco di prova. Altri sistemi, uno dei quali in Campania, sono in fase di sperimentazione ma potrebbero diventare presto operativi.

FUKUSHIMA ---- Dopo il mare, la carne ! Disastro giapponese

Un team di esperti di Greenpeace è nella zona di Fukushima. Nel villaggio di Iitate, a 40 km a Nord-Ovest della centrale - e a 20 km oltre la zona ufficiale di evacuazione -

abbiamo trovato livelli di contaminazione tali da richiedere l'immediata evacuazione della popolazione, soprattutto donne incinte e bambini. La Tepco, la societa' che gestisce l'impianto, ha ammesso che

tracce di Plutonio, un elemento altamente radioattivo e tossico, sono state rilevate in cinque punti nei pressi della centrale di Fukushima. Le autorità giapponesi cercano di minimizzare il problema; ma intanto hanno

vietato la pesca in quell'area.

La 

IAEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) ha sostanzialmente

confermato i risultati della squadra di radioprotezione di Greenpeace: la contaminazione è estesa a un raggio largamente maggiore dei 30 km dalla centrale indicati dal governo giapponese.. 

I controlli sui prodotti alimentari mostrano le prime tracce di

contaminazione nella carne. E' stato individuato un primo campione con valori di Cesio-137 eccedenti la norma, proveniente dalla Prefettura di Fukushima. La contaminazione da 

Cesio-137 decade molto lentamente:

ci vorranno 3 secoli per annullarne gli effetti.

 

Abbiamo bisogno del tuo sostegno per continuare la ricerca e testimoniare quello che accade in Giappone.
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Energia, l'eolico si sposta in mare

PESCARA. L'energia eolica è, tra le fonti rinnovabili, quella che può sviluppare la maggiore efficienza a prezzi più contenuti, se si fa eccezione per l'idroelettrico che però ha raggiunto, per ragioni obiettive, limiti invalicabili alla sua crescita.
E' per questo che il progetto Powered, lo sviluppo di parchi eolici offshore in Adriatico, presentato ieri all'auditorium Petruzzi di Pescara (12 partner pubblici e uno privato, una dotazione di 4,5 milioni, la Regione Abruzzo capofila), si candida a diventare una delle scommesse (si vedrà se vincente) per l'Italia energetica disegnata dalla direttiva europea cosiddetta "20-20-20", nella quale si chiede ai paesi della Ue di raggiungere il 20% di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2020.

L'Italia è lontana dal risultato (nel 2005 era al 5,2%, dovrà arrivare al 17%). Con l'eolico offshore potrebbe produrre 2000 dei 12mila Mw che mancano all'appello. Il problema è che l'Italia, al contrario dei paesi che si affacciano sul Mare del Nord, non ha una normativa per l'offshore, non ha studi affidabili sui venti, non ha know-how industriale. A questo vuole rimediare Powered, che in tre anni, impegnando i paesi della macroregione Adriatico-Ionica, punta a colmare le lacune e le criticità di questo nuovo settore delineandone le linee guida.



PER L'ARTICOLO VAI A http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2011/04/01/news/energia-l-eolico-si-sposta-in-mare-3830340

recupero degli edifici : Il Consiglio Comunale si congeda: approvato il Piano Casa


SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Consiglio Comunale ha approvato “in prima lettura” il Progetto Casa. Il documento, che dovrà tuttavia tornare in aula dopo le elezioni, consentirà ai privati la riqualificazione di edifici fatiscenti, con cambio di destinazione urbanistica e cessione di parte degli spazi al Municipio, per affitti calmierati o assegnazione di case popolari.
Precisamente, in seguito al bando emesso nel marzo 2009, sono dieci i progetti presentati dai privati e avviati a realizzazione. In cambio di variante urbanistica da “artigianale” a “residenziale”, il Comune chiedeva alloggi in proprietà pari al 15% della “superficie utile lorda” realizzata, o il 30% di tale superficie per affitti convenzionati per 20 anni, oltre agli standard urbanistici attrezzati e ceduti dal privato. In totale, oltre 7.500 metri cubi in proprietà, oltre mille metri cubi in affitto calmierato, l’attuazione degli standard urbanistici e la loro cessione al Comune, ovvero 15 mila metri quadrati tra verde, parcheggi ed attrezzature comuni di quartiere. La delibera è stata approvata con 19 voti a favore, 4 contrari, un astenuto.